Civiltà

Qui in Svizzera, nel canton Grigioni, vengono forniti dallo Stato alle aziende dei Covid test salivali gratuiti, con la possibilità di farli fare ai dipendenti NON OBBLIGATORIAMENTE, due volte a settimana.Ottima misura anche per i frontalieri che, facendo la spola dall’Italia, si tutelano.Se ci si scopre positivi, semplicemente si rimane a casa in malattia fino a quando non ci si negativizza.E se si va in ferie, al ritorno il tampone gratuito (ripeto, solo salivale quindi non invasivo) è una gran comodità.

Martina Carletti (FSI )

Avviamento

Stamattina ho pubblicato su FB una mia foto di Quinta elementare:

1959 quinta elementare- maestro Felloni

eravamo nelle scuole di Piazza Roma; mentre le medie le facemmo nell’edificio adiacente (separato solamente da una porta interna)

scuola media T.Bonati

A sinistra il segretario Mazzolani (al quale versavamo mensilmente la retta di lire 4500 al mese) ; al centro la prof. Magrini (matematica), il preside Salvatore Cagnazzo, la prof. De Gaetano (lettere).

Alle medie si faceva Latino per tre anni, educazione musicale e economia domestica (solo le donne); poi arrivò la nuova scuola “unica” nella nuova sede di Via Manzoni).

Marasma

«È la sanità (lombarda) il vero paziente zero» dice Medicina Democratica che oggi sarà in presidio in 17 città lombarde. E non è ancora guarita. «30 anni di liberalizzazioni e privatizzazioni della sanità pubblica hanno portato all’impreparazione e all’incompetenza che hanno fatto franare il sistema sanitario lombardo» dice Marco Caldiroli, presidente di Medicina Democratica. «Nonostante l’evidenza che era la medicina territoriale a dover essere rafforzata, nulla è stato fatto in questo anno. Le Usca che sarebbero dovute andare di casa in casa a portare tamponi e assistenza non sono state implementate, i medici di base sono stati caricati di oneri senza supporto».

https://ilmanifesto.it/codogno-un-anno-fa-non-e-andato-tutto-bene

Gli ITS non sono gli Itis

Gli Istituti tecnici superiori costituiscono infatti il segmento di formazione terziaria non universitaria che risponde alla domanda delle imprese di nuove ed elevate competenze tecniche e tecnologiche per promuovere i processi di innovazione. Rappresentano un’opportunità di assoluto rilievo nel panorama formativo italiano in quanto espressione di una strategia nuova fondata sulla connessione delle politiche d’istruzione, formazione e lavoro con le politiche industriali, con l’obiettivo di sostenere gli interventi destinati ai settori produttivi con particolare riferimento ai fabbisogni di innovazione e di trasferimento tecnologico delle piccole e medie imprese.

Le sei are tenologiche interessate sono:  Efficienza energetica,  Mobilità sostenibile,  Nuove tecnologie della vita, Nuove tecnologie per il Made in Italy (Sistema agroalimentare, Sistema casa, Sistema meccanica, Sistema moda, Servizi alle imprese), Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali –Turismo, Tecnologie della informazione e della comunicazione.

Accedono ai corsi, a seguito di selezione, i giovani e gli adulti in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore e coloro che in possesso di un diploma quadriennale di istruzione e formazione professionale abbiano frequentato un corso annuale IFTS. Una buona conoscenza dell’informatica e della lingua inglese costituisce requisito preferenziale per l’ammissione ai percorsi. Vi è tuttavia la possibilità di frequentare moduli di specifica preparazione, finalizzati a riallineare le competenze mancanti.

Almeno il 30% della durata dei corsi è svolto in azienda stabilendo subito un legame molto forte con il mondo produttivo attraverso stage anche all’estero.

Il corpo docente proviene per almeno il 50% dal mondo del lavoro. I corsi si articolano di norma in quattro semestri (1800/2000 ore) e possono arrivare fino a sei semestri.

Intervista a Giulio Tarro

Dal 1997 al 2015 hanno praticamente dimezzato i posti letto nelle terapie intensive. Si è visto benissimo a gennaio scorso, quando si scoprì il virus cinese. I francesi raddoppiarono i posti letto e noi niente. Addirittura abbiamo affrontato l’epidemia a marzo con un quarto dei posti letto dei francesi. Bisogna avere una medicina territoriale veramente tale. Si dovrebbe poi rivedere tutta la modalità di intervento. Devono essere repentini quando il paziente accusa i primi sintomi. E poi il nullaosta per i vaccini con l’Rna messaggero che come sappiamo sono stati fatti in un tempo troppo breve. Perché non utilizzare anche i vaccini fatti in modo tradizionale da altre nazioni come quello cinese col virus inattivato? E valutare anche quello russo e quello italiano?”

Lei dice che bisogna ripristinare e potenziare una medicina territoriale. Ormai l’hanno capito tutti…”

“Quello è fondamentale e bisognerebbe farlo non a parole. Questo distacco che c’è stato con l’epidemia, tra medico e paziente, è stato più che deleterio”.

Occorre cancellare dalla convenzione con il Servizio sanitario i medici di base che rifiutino di fare visite a domicilio o che rifiutino il loro eventuale inserimento nelle USCA (Unità speciali di continuità assistenziale, ndr)?

“Un medico quando fa il giuramento di Ippocrate sa che è normale che debba andare incontro al paziente che sia a casa o ovunque. L’importante è che ci sia questo contatto che è stato lasciato a sé stesso”.

Lei sostiene anche che siamo ad un punto di svolta e bisogna chiudere il Comitato Tecnico Scientifico. Chi dirige la Sanità deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte…”.

“Se noi pensiamo che ci sono 451 componenti (ride) solamente per consigliare la via sbagliata si resta interdetti. Non nascondiamoci che da noi abbiamo uno dei tassi di mortalità più alti al mondo, su 100.000 abitanti, e questo non va bene. Non è possibile pagare un tasso così alto con la Sanità che avevamo alle spalle”.

https://www.affaritaliani.it/coronavirus/tarro-a-draghi-chiudiamo-il-cts-non-ne-usciamo-senza-un-cambio-di-strategia-723012.html

Internazionale a Ferrara

20 e 21 febbraio 2021 Ferrara – Incontri in streaming I nuovi appuntamenti sono in programma sabato 20 e domenica 21 febbraio 2021 in diretta streaming sulla pagina Facebook di Internazionale
Programma IN DIRETTA STREAMING sulla pagina facebook di INTERNAZIONALE

Sabato 20 febbraio, ore 16
POLITICA Amici come prima Clima. Commercio. Sicurezza. Governance globale. Come cambieranno i rapporti tra l’Europa e gli Stati Uniti del nuovo presidente Joe Biden, dopo le tensioni e i contrasti con l’amministrazione Trump. Steven Erlanger, The New York Times; Ivan Krastev, politologo; Antonio Parenti, Commissione europea; Emily Tamkin, New Statesman Introduce e modera Gabriele Crescente, Internazionale
Sabato 20 febbraio, ore 18 ECONOMIA Il codice del capitale La legge, se usata bene, è uno strumento fondamentale per garantire l’ordine sociale. Ma nel corso della storia è stata messa al servizio del capitale per creare ricchezza e disuguaglianza. Katharina Pistor, Columbia Law School Intervistata da Alessandro Lubello, Internazionale
Domenica 21 febbraio, ore 16
CULTURA Ripartire dalla cultura
Chi lavora e vive con l’arte ha un ruolo chiave per lo sviluppo sostenibile. Può aprire le nostre città e renderle inclusive, fornendo opportunità di educazione e generando nuove forme di turismo di prossimità. Questioni ancora più importanti per ripartire dopo la lunga chiusura dovuta alla pandemia. Paola Dubini, Università Bocconi di Milano; Christian Greco, direttore del Museo egizio; Florinda Saieva, Farm Cultural Park; Tomás Saraceno, artista e architetto. Introduce e modera Daniele Cassandro, Internazionale In collaborazione con la Fondazione Unipolis Domenica 21 febbraio, ore 18 POLITICA Le verità dimenticate degli Stati Uniti
Nell’ultimo anno sono venute alla luce tutte le ferite e le contraddizioni della società statunitense. Un viaggio attraverso la storia del paese per capire le radici profonde di questa crisi. Jill Lepore, università di Harvard Intervistata da Alessio Marchionna, Internazionale Url dell’evento https://www.internazionale.it/festival/ Contatti Internazionale a Ferrara
tel. 0532 241419
festival@internazionale.it

Carnevale anatomico

Dall’epoca di Cartesio e per molto tempo, scienziati di diversi Paesi europei cercarono di procurarsi, per lo studio dell’anatomia umana, i corpi dei criminali giustiziati. Nel suo libro Dall’anima alle neuroscienze: breve storia della conoscenza del cervello il neuroscienziato José Ramón Alonso spiega che, nel gennaio del 1803, avvenne un fatto singolare che ci fornisce impor¬tanti indizi sul contesto della creazione del mostro di Mary Shelley. Una mattina, quindici anni prima che il dottor Frankenstein desse vita al suo mostro, il cada¬vere di George Forster fu frettolosamente trasportato dai sotterranei della prigione di Newgate all’edifìcio del Royal College of Surgeons di Londra, l’istituto che si occupa della formazione dei chirurghi. Forster era stato appena impiccato per aver assassinato la moglie e il figlio. Davanti a un pubblico di medici e curiosi, il professor Giovanni Aldini si accingeva a fare un esperimento «anatomico» con quel corpo ancora caldo. La dimostrazione, secondo le sue entusiastiche parole, «superò le più rosee aspettative».
In quel momento, studiosi di tutta Europa stavano cercando il segreto della vita, e in questo senso una delle proposte più innovative era l’uso dell’elettricità come fluido o forza vitale. Nella sua dimostrazione, Aldini utilizzò una grande batteria a umido, la «pila voltaica», un’invenzione che Alessandro Volta aveva presentato solo tre anni prima. Con due cavi di rame, il docente di fìsica dell’Università di Bologna iniziò ad applicare scariche al volto del cadavere. In quel momento, il pubblico sussultò quasi quanto la mandibola di Forster. I muscoli adiacenti si contras¬sero in una smorfia terribile e l’occhio sinistro si aprì. Possiamo immaginare le esclamazioni che riempirono la sala. Ma Aldini non si fermò, e applicò i cavi di rame al petto, che si sollevò come se l’uomo respiras¬se. Anche il pugno sembrò levarsi e colpire l’aria. Per
qualche istante, alcuni credettero che Forster aves se reagito furioso per ciò che gli stavano facendo. Il momento culminante dello «spettacolo» ebbe luogo quando Aldini collocò i cavi nel retto del cadavere: le gambe scalciarono e la schiena si inarcò così vio-lentemente che tutti pensarono che l’assassino stesse tornando in vita. Quella che abbiamo descritto è la stessa tecnica utilizzata da Victor Frankenstein per dare la vita al suo mostro.
Sempre all’Università di Bologna, lo zio di Aldini, Luigi Galvani, insegnava come docente di anatomia e aveva diretto per tre anni quello che veniva chiamato «Carnevale anatomico», nel quale il corpo di un criminale veniva sezionato in sedici fasi dinanzi a un pubblico al contempo rapito e inorridito. Aldini doveva a suo zio le prime ricerche sul «fluido elettrico». Il galvanismo, la tecnica che curava con l’elettri¬cità diverse malattie e che provocava il movimento di persone e animali morti, divenne uno spettacolo che girava le capitali europee.
Un altro mostro , creato nel 1886, ci suggerisce l’idea inquietante che non possiamo fidarci neppure di noi stessi. Il racconto di Robert Louis Stevenson Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde attaccava la rigida morale vittoriana e spingeva lo scienziato a creare un alter ego con il quale poter dare libero sfogo agli eccessi di cui aveva bisogno, fisicamente e men¬talmente.
Mostri letterari come questi gettarono il seme della tradizione di creature fantastiche nella letteratura di fantascienza.

Mappe delle meraviglie- Hachette edizioni n.12