Fuga dal call center

 

IL FILM
La fiction
Il viaggio all’inferno del giovane precario Gianfranco Coldrin laureato modello in
“vulcanologia”, declassato all’ultimo grado della scala professionale di un call center.
Catapultati dai nonni adottivi in un’indesiderata e improvvisa indipendenza, Gianfranco e
Marzia si imbattono di colpo nella realtà grottesca di un mondo alla rovescia governato da
ambigui individui, dove non valgono lauree o competenze e sogni e ambizioni si infrangono
contro la dura necessità di sbarcare il lunario. Marzia, aspirante giornalista, si trova
costretta a lavorare come centralinista in un telefono erotico, mentre Gianfranco sprofonda
nel vortice del doppio lavoro. Malgrado l’entusiasmo della giovane età e la buona volontà, il
contrasto tra le aspettative e la realtà di una vita “terribilmente cara” finisce per
ripercuotersi sul loro amore. Ormai precari nel lavoro e nei sentimenti, tutto sembra
precipitare. Ma un evento inaspettato…..
Un racconto cinematografico punteggiato da interviste a veri operatori di call center. Una
commedia romantica intrisa di humor nero, affresco di una generazione di “eroi” che tenta
di “fuggire” dal precariato.
La realtà
Il precariato è una delle realtà sociali più esplosive del mondo di oggi, una condizione che
disegna prospettive incerte per centinaia di migliaia di giovani che si accostano al mondo
del lavoro. Il precariato finisce per pregiudicare le condizioni di vita, generando incertezza,
fragilità, instabilità e colpendo ogni aspetto dell’esistenza: il lavoro, gli affetti e i progetti
futuri.
Si calcola che i lavoratori dei call center siano in Italia ad oggi circa 250.000, di cui 110.000
interni, 80.000 in outsourcing e 60.000 collaboratori esterni. Sul totale, circa il 10% opera
proprio a Milano e provincia ed è per questo che il capoluogo lombardo rappresenta uno
spaccato importante della realtà.
Fonte Camera del Lavoro – Assocontact
Testimonianze
“La mia vita è appesa a un filo, ma non sono una malata terminale. Sono al guinzaglio di
una cuffia telefonica e sto per compiere il terzo compleanno da operatrice di call center.
Che cosa devo espiare? Due peccati originali: nascita in una regione economicamente
depressa e la laurea in lettere; forse me la sono andata a cercare, oppure no! Perché dove
lavoro io siamo al 70% laureati e la varietà di titoli si spreca!”
“La paga: 5,20 euro lorde all’ora. Quando passa l’addetto alle pulizie, per carità, con tutto il
rispetto, sai che guadagna più di te… Buoni pasto, ferie, malattia, gratifiche, sono
chiaramente una chimera…”
“Non solo sfruttamento, ma anche frustrazioni. Loro distruggono la nostra personalità, loro
ci sfruttano perché noi abbiamo la necessità. Noi abbiamo dei sogni ma ci dobbiamo
accontentare, e intanto il sistema va avanti così e non ci possiamo fare niente.”
Stralci delle interviste agli operatori di call center che il regista Federico Rizzo ha raccolto
nella fase di preparazione al film a Milano, Brindisi, Bari, Torino, Bologna, Roma.

Autore: bondeno

redazione bondeno.com

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