Piante velenose

L’INSIDIA DELLE PIANTE VELENOSE
Una piccola mostra dei principali frutti tossici e velenosi dei nostri giardini rientra nelle iniziative dell’Università della terza età in tema di Salute, erbe, alimentazione. L’incontro introduttivo si terrà giovedì 12 novembre 2009 alle ore 20.00 nella sede del CARC in Via Gen. Malaguti 4. La mostra e la relativa illustrazione, con ingresso libero e gratuito, sono curate da Elvino Pignatti, esperto botanico, docente all’Istituto "Calvi" di Finale. Il Corso vero e proprio si terrà in 5 incontri (4 lezioni + 1 visita a Casola Valsenio, al Giardino delle Erbe) di venerdì dal 9 aprile 2010.
Fin dalla sua comparsa sulla terra, che si perde nella notte dei tempi, l’uomo ha dovuto fare i conti con vari pericoli che dovette affrontare, uno dei più insidiosi fu quello dei veleni presenti in natura e ampiamente diffusi sia nel mondo animale (scorpioni, ragni, serpenti) che in quello vegetale (funghi soprattutto, ma anche erbe e frutti). Col tempo l’uomo ha imparato a conoscerli, ma il pericolo è sempre in agguato e anche ai giorni nostri e nei nostri ambienti i casi di avvelenamento dovuti a punture di insetti o a funghi incautamente raccolti e mangiati sono abbastanza comuni.
Non passa anno che i giornali non riferiscano di gravi avvelenamenti, se non di morti, dovuti alla tignosa verdognola, la ben nota Amanita phalloides. Mentre le notizie di punture d’insetti o vipere colpisce l’immaginario collettivo, Sembra invece perdersi nel tempo il ricordo di avvelenamenti da piante.
In altri periodi, più sfortunati degli attuali, la sopravvivenza delle persone più povere è stata assicurata, stentatamente assicurata, da un’alimentazione basata su foglie, frutti e radici di moltissime piante spontanee. La ricerca accanita, sotto la spinta della fame, aumentava di pari passo la probabilità di errore e quindi la possibilità di raccogliere e mangiare anche specie velenose: più o meno quello che oggi avviene con i funghi, anche se la loro raccolta non è certo dettata dalla necessità. Allo stesso modo c’è ancora chi raccoglie nei prati il soffione o lungo le siepi i germogli del luppolo, ma le poche specie interessate dalla raccolta e soprattutto lo scarso numero dei raccoglitori rende molto improbabile l’errore con specie velenose. Eppure le piante velenose esistenti in Italia sono molte.
Info: tel.0535 90956, Fax: 0535 90956, e-mail: circolo.carc@alice.it. Sito Internet: http://www.circolocarc.it.

Autore: bondeno

redazione bondeno.com

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