Eroica Melancholia

ROCCA DI CENTO (FE)

Eroica Melancholia

Figure dal pathos perduto: il mondo di Alfonso Bonavita
a cura di Francesca Baboni e Stefano Taddei

Durata: 15 maggio 2010 / 27 giugno 2010
Orari : sabato, domenica e festivi : 10.00 -13.00 /16.30 – 19.30
vernice : sabato 15 maggio alle ore 18.00
info: info@comune.cento.fe.it tel. 0516843111

Nella prestigiosa sede della Rocca di Cento in collaborazione con la Galleria Il Castello, dal 15 maggio al 27 giugno, si terrà una mostra antologica dedicata ad Alfonso Bonavita (Amantea, 1962), che corona il lungo rapporto di lavoro intercorso tra l’artista e i galleristi Adriano e Marcello Conte. In mostra una selezione di opere pittoriche, di medie e grandi dimensioni, realizzate tra il 1999 il 2010, che rispecchiano sensibilmente le differenti fasi della produzione bonavitiana in un arco cronologico che va dalla fine degli anni novanta ad oggi. Così Alfonso Bonavita descrive il suo lavoro nell’incipit del catalogo: “Questa mostra costituisce l’ideale occasione nella quale assistere alla descrizione della recente storia umana: la raccolta delle opere realizzate, in dieci anni circa, durante il mio soggiorno milanese, rappresentano un personale resoconto degli accadimenti che hanno caratterizzato la nostra esistenza, visti dall’interno di un ordinario spaccato di vita quotidiana di individui comuni. I protagonisti presenti in scena parlano di noi, tutti compresi! Tutto ciò che accade attorno a noi accade con noi, senza di noi. Tutto ciò che accade attorno a noi accade per noi, contro di noi. […] L’opera d’arte, a mio giudizio, è soprattutto un atto di notifica al destinatario chiamato a testimoniare riguardo l’inchiesta sulla controversa vicenda umana. L’artista, nella qualità di messo notificatore, si limita a consegnare l’atto all’interessato il quale, approfondito il documento, decide in funzione della propria sensibilità, del proprio grado di conoscenza, il suo ruolo”. Così scrivono i curatori nel testo critico in catalogo : “La pittura di Alfonso Bonavita rappresenta il tentativo di raccogliere le idee e strutturarle per immagini, seguendo uno schema ben riconoscibile e un linguaggio decisamente colto, spesso legato a riferimenti filosofici. La struttura piramidale e verticale delle sue potenti figure, che destrutturano lo spazio ricomponendolo, è nata dal caso e da una prima esperienza da muralista, ma si è organizzata in seguito in un discorso compiuto, sotto forma di un modulo riconoscibile che si ripete serialmente, seguendo una cifra identificativa che racconta l’anelito dell’uomo verso l’alto, l’ambito spirituale, la sua mente, ovvero il suo dio, secondo il pensiero logico-razionale. Il punto di arrivo difatti è l’uomo pensante, colui che raggiunge la piena capacità di analisi.” Correda l’esposizione una monografia, edita dalla galleria e arricchita dai testi critici dei due curatori, di Lorand Hegyi, e di Luciano Caprile, in cui sono pubblicati oltre un centinaio fra oli e tecniche miste su tela. Nel volume, oltre all’apparato iconografico a colori, una antologia documentaria tra cui spiccano testi di Nicola Davide Angerame, Beatrice Buscaroli, Maurizio Sciaccaluga, testimonianze fotografiche e schede tecniche relative alle opere riprodotte. In concomitanza con l’esposizione dal 7 maggio al 15 luglio 2010 sarà presentata nella sede milanese della galleria Il Castello, a cura di Adriano e Marcello Conte, una selezione di circa 20 opere pittoriche dell’artista, realizzate tra il 2008 e il 2010, tra le più significative degli ultimi due anni di produzione.

Autore: bondeno

redazione bondeno.com