Mostra in Pinacoteca

 

Domenica 17 maggio 2015 alle 18,00 presso la Pinacoteca Civica di Bondeno, si terrà l’inaugurazione della mostra “Ricordando Goffredo Boschetti” ; la mostra rimarrà sino al 28 giugno e si avvale della collaborazione fra Associazione Bondeno Cultura e il Comune di Bondeno, unitamente alla associazione Feedback di Ferrara che ha realizzato un video relativo ad alcune opere architettoniche e alla testimonianza del socio di Boschetti, l’arch. Carlo Bassi.

Goffredo Boschetti era nato a Pilastri e dal 1950, dopo la laurea al Politecnico di Milano, inizia la sua attività professionale insieme al ferrarese Carlo Bassi; l’inizio dell’attività fu eclatante con la vittoria al concorso nazionale per la realizzazione della Galleria d’Arte Moderna di Torino, opera che si concluse nel 1959.

Dopo seguirono negli anni altre importanti realizzazioni pubbliche e soprattutto seguirono commissioni per la realizzazione di diverse chiese nell’ambito di un programma denominato “Milano delle 100 chiese” voluto dal Cardinale Montini, futuro Papa Paolo VI.

L’attività è andata avanti per alcuni decenni, sino ai primi del 2000, con altre importanti realizzazioni pubbliche e private, sino allo scioglimento dello studio di architettura di Milano e il rientro dell’arch. Boschetti nella sua casa di Pilastri.

Nel 1986 presso l’Istituto di cultura casa G. Cini di Ferrara è stata realizzata la mostra fotografica “Architetture per nove chiese”.

La mostra attuale oltre ad esporre e a documentare il lavoro professionale dello studio di architettura Bassi-Boschetti, permetterà di vedere esposte alcune opere artistiche, quadri e sculture, di Goffredo Boschetti, attività intrapresa in giovane età e mai del tutto abbandonata.

La mostra sarà visitabile il sabato, la domenica e festivi, dalle 10 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 18,30.

Antoine Watteau - les plaisirs du bal

 

 

 

Goffredo Boschetti,  veniva chiamato da tutti Vato. Ho saputo  il motivo di questo strano soprannome da Vato stesso,  in uno dei nostri  incontri a Pilastri, quando d’estate veniva a trascorrere alcune settimane di vacanza nella sua casa di campagna. Mi disse che il padre, un umile calzolaio del paese  (e fratello di mia nonna), aveva intuito che lui aveva un certo talento artistico e così, fin da bambino,  iniziò a chiamarlo  Vato, come  omaggio ad Antoine Watteau, un artista di cui aveva ammirato le opere non si sa bene dove, forse su un calendario. Siccome il calzolaio non sapeva certo il francese, italianizzò a modo suo quel “Watteau”  in Vato, senza mettere l’accento sulla “o”.
Ricordo benissimo questo racconto perché mi colpì il fatto che un calzolaio,con appena la quinta elementare,  conoscesse Watteau. Ancor più encomiabile il fatto che poi fece sacrifici enormi perché il suo unico figlio, potesse seguire le sue passioni artistiche in città come Venezia e Milano in anni in cui Pilastri non figurava neppure sulla carta geografica.
Altri tempi, davvero…
Paola Paganelli

 

Autore: bondeno

redazione bondeno.com

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