Arte Polacca

Alla Palazzina dei Giardini dal 19 marzo, una mostra sull’arte polacca dal 1989 al 2016. Domenica 20 marzo visita guidata gratuita e al termine colazione polacca.

Inaugura sabato 19 marzo alle ore 18 alla Palazzina dei Giardini la nuova mostra della Galleria civica dedicata all’arte in Polonia dal 1989 (anno della caduta del muro di Berlino) ai giorni nostri, dal titolo “La memoria finalmente”.

Sono quindici gli autori selezionati, nati tra la fine degli anni ’50 e la prima metà degli anni ’80, che in qualche modo possono rappresentare tre generazioni di artisti polacchi che hanno vissuto in prima persona il delicato passaggio tra passato e futuro della propria nazione.

Il percorso espositivo, composto da fotografie, pittura, collage, performance, sculture, disegni, installazioni e video, fa emergere la distanza tra radicate eredità culturali e l’invenzione di un’arte nuova, e rivela un tratto deciso e autonomo, piena espressione della Polonia post-socialista di oggi.

La ricerca di una propria identità nel presente, che rappresenti anche la promessa del futuro, è il filo conduttore della mostra, che riprende il titolo di una poesia scritta da Wis?awa Szymborska, scrittrice polacca premio Nobel per la letteratura nel 1996.

Per il suo travagliato passato storico e la sua posizione geografica strategica, crocevia tra Est e Ovest, la Polonia è come un osservatorio privilegiato dei fenomeni politici e culturali europei.
L’inizio dell’era post-socialista e l’ingresso del capitalismo hanno segnato un confine culturale tra passato e futuro.
Ma l’atteggiamento verso la libertà ritrovata, punto di partenza per la costruzione del futuro, è di consapevolezza che la negazione e la rimozione della memoria del passato non può esistere, perchè l’esistenza è una continua trasformazione dal passato, al presente e al fututo. Il passaggio della memoria culturale tra generazioni è imprescindibile, è parte di noi stessi. E’ quel moto invisibile che ci sospinge. Occorre invece operare una riflessione critica attenta tra ciò che è stato e ciò che è.
Critical Art
 e New Documentalists sono alcuni dei fenomeni artistici principali sorti tra gli anni Novanta e gli anni Duemila che si sono fatti carico di affrontare in modo leale e autentico il tema delicato della memoria, gli effetti del capitalismo e della globalizzazione impiantati su una storia di totalitarismi, l’essere e il divenire della società polacca.

Artisti in mostra:
Pawe? A?thamer (1967), Ewa Axelrad (1984), Miros?aw Balka (1958), Micha? Budny (1976), Micha? Grochowiak (1977), Nicolas Grospierre (1975), Anna Molska (1983), Paulina O?owska (1976), Agnieska Polska (1985), Wilhem Sasnal (1972), Slavs and Tatars (2006), Monika Sosnowska (1972), Iza Tarasewicz (1981), Aleksandra Waliszewska (1976), Jakub Woynarowski  (1982).

L’esposizione è curata da Marinella Paderni, prodotta con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, realizzata in collaborazione con l’Istituto Polacco di Roma.

Domenica 20 marzo, ore 10.30, la curatrice condurrà una visita guidata alla mostra, a ingresso libero e senza prenotazione, cui seguirà una colazione polacca. 

 

Visitabile a ingresso gratuito dal 19 marzo al 5 giugno 2016: dal mercoledì al venerdì 10.30-13.00 e 16.00-19.30; sabato, domenica e festivi 10.30-19.30. Chiuso il lunedì e il martedì.

 

Autore: bondeno

redazione bondeno.com

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