Il fienile della "PROSPERA" che non c'è più !

Assieme all’enorme fienile della “Zanluca” e a quello della “Rangona” formava il podio delle più importanti emergenze architettoniche rurali del territorio. Già fortemente danneggiato prima del sisma, il giorno seguente al tragico evento del maggio 2012 si mostrava così. Da qualche tempo però non c’è più neanche questo, è stato atterrato e definitivamente demolito, rimane solo la brulla altura sulla quale fu edificato. Inutile sottolineare quanta fetta di storia contadina abbia rappresentato questo storico manufatto rurale. Storie di faticosi lavori agricoli, lotte contadine, storie dolori, gioie e sacrifici, di amori e di illusioni, vissute dalla moltitudine di gente povera ma ricca di speranze e di valori, che nel tempo hanno popolato il suo cortile, la sua stalla, di giorno per cura del bestiame, la sera per stare in compagnia, specie nelle sere invernali, al tepore delle mucche, le donne filando, gli uomini giocando a carte, i bambini ad ascoltare le “favole” degli anziani e i giovani di nascosto che provavano i primi brividi d’amore. La grande possessione Prospera si trova tra Burana, Gavello e Scortichino, ovvero ai margini del canale di Burana e l’Argine Cagnette, attraversata al centro dalla strada bianca comunale Piretta Rovere che in tempi antichi seguiva il corso del torrente Gavello, sulle sponde del quale, dalla Prospera al Casino Suore, rimangono ancora evidenti testimonianze(dopo l’aratura) di insediamenti “romani”. In origine il fondo si chiamava “PROSPERA DUCALE” ed era sotto il diretto dominio dell’Abazia di Nonantola. Nel 1532 venne acquistata dal conte Bartolomeo Prosperi direttamente dal duca di Modena per poi essere rivenduta nel 1658 a Felice Rangoni, passò poi nel 1659 a Francesco Corvini, gli eredi del quale nel 1682 rinunciarono al bene in favore del duca di Modena Rinaldo D’Este. Nel 1710 la tenuta insieme a quella vicinale del “Quaranta” fu acquisita con una permuta da certo Antonio Lucchini e in seguito dopo complicate vicende giudiziarie nel 1822 arrivò nelle proprietà del marchese Cesare Lucchesini per poi passare in successione ereditaria a Gaetano Giglioli jr. e fino al 1906 alla di lui figlia Luisa Giglioli De Zigno. La “Prospera” fu poi acquisita dall’importante famiglia padovana dei Cavani che sempre nel secolo scorso né cedettero alcune parti. Oggi su detto fertilissimo fondo insistono tre spicchi di proprietà, eredi Lenzi, società agricola Agriberlato e (non so per quanto) gli originari eredi Cavani.

L'immagine può contenere: cielo, nuvola, casa, ponte, pianta e spazio all'aperto

Lorenzo Berlato

Autore: bondeno

redazione bondeno.com

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