Si punisce la notizia

Guglielmo Golinelli non ci sta e contrattacca. Il militante leghista, denunciato per aver pubblicato il video del cestino scagliato a fine ottobre contro una professoressa al Galilei di Mirandola, ha raccolto la solidarietà dei compagni di partito e sabato 18 novembre ha ribadito su Facebook la sua posizione:

Ho fatto passare qualche ora prima di scrivere questo post, anche perché non è piacevole essere accusati di un reato che comporta fino a 24 mesi di reclusione.
Mi vengono imputate responsabilità penali, per aver condiviso un video che era già virale su whatsapp da diversi giorni e per aver denunciato una situazione scolastica insostenibile.
Si tratta di problematiche di cui tanti erano a conoscenza, ma che nessuno aveva il coraggio di sollevare, al punto da aver provocato l’intervento del Ministro dell’Istruzione.
Sono convinto di aver agito nel giusto, soprattutto nei confronti degli studenti, delle famiglie e del personale perbene che con queste situazioni ci deve convivere tutti i giorni.
Mi assumerò le mie responsabilità nelle sedi opportune, come spero che se le assumano coloro i quali dovevano evitare e/o risolvere questa condizione di degrado.

E’ dovere della politica denunciare e offrire soluzioni ai problemi della convivenza e della vita pubblica, senza nascondere la testa sotto la sabbia.
Ringrazio di cuore tutti gli amici e i fratelli che mi stanno manifestando la loro solidarietà.

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Autore: bondeno

redazione bondeno.com

4 pensieri riguardo “Si punisce la notizia”

  1. Colpita al volto da un cestino lanciato durante l’orario di lezione. È accaduto a un’insegnate dell’istituto professionale Galilei di Mirandola (Modena). A compiere l’atto “sarebbe stato un ragazzo di origini albanesi nato nel 2002 e già considerato problematico”. A riportare la vicenda in un’interrogazione alla giunta regionale sono Galeazzo Bignami e Enrico Aimi (Fi), che chiedono diversi chiarimenti sul tema. I consiglieri spiegano che già nei giorni precedenti all’episodio, come ha riportato un giornale locale, “le forze dell’ordine erano intervenute nella scuola per altri episodi di violenza, ascrivibili a una presunta banda di bulli di cui il quindicenne farebbe parte”. “Quanto accaduto nella scuola di Mirandola non può considerarsi un caso isolato” dicono Bignami e Aimi “visto che situazioni analoghe , se non addirittura più gravi e violente si ripetono ormai quotidianamente in numerosi istituti scolastici italiani”. Sull’episodio i consiglieri, rivolgendosi alla Giunta, chiedono quanti studenti siano coinvolti e “quali provvedimenti siano stati usati nei loro confronti”. Se inoltre “gli stessi alunni, con le loro famiglie, risultino seguiti dai servizi sociali”. Bignami e Aimi chiedono informazioni anche sulle nazionalità dei ragazzi, “se si tratti di connazionali del minore o se ci siano anche degli italiani”. Molto importante per i due consiglieri forzisti anche il contesto sociale in cui è avvenuto l’episodio. “La provincia di Modena”, spiegano, si trova al “primo posto in Regione per numero di stranieri nelle scuole” e anche l’istituto in questione, specificano Bignami e Aimi, “presenterebbe una significativa percentuale di studenti stranieri nelle classi ben oltre la soglia del 30% di alunni stranieri con cittadinanza non italiana, fissato dalla circolare ministeriale del 2010”. Su questo punto i consiglieri chiedono “quale sia la percentuale di ragazzi stranieri presenti nelle classi prime e seconde dell’istituto in questione” e se “non si ritenga necessario garantire, senza deroghe, il non superamento della soglia del 30% di studenti stranieri nelle singole classi” per favorire una migliore integrazione e rendere “meno gravoso il lavoro degli insegnanti anche a tutela del diritto allo studio degli alunni italiani”. Per risolvere la “grave situazione sopra evidenziata” in un comunicato stampa del Ministro Fedeli si parla di attuare “interventi diversificati” che risulterebbero da tempo attivati. I consiglieri chiedono in che cosa consistano questa tipologia di interventi. In conclusione, domandano se l’esecutivo regionale “sia a conoscenza di episodi analoghi” accaduti nell’istituto professionale Fermo Corni di Modena o in altri istituti scolastici della città o della provincia e quale sia “la percentuale di stranieri presenti nelle classi delle scuole secondarie di secondo grado della città di Modena e Provincia”.
    https://www.sulpanaro.net/2017/11/scuola-mirandola-cestino-lanciato-addosso-insegnante-fi-servono-provvedimenti/

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    1. MIRANDOLA – Caso limite a scuola a Mirandola. Mezza classe bocciata, solo 6 promossi. Tutti gli altri rimandati. E’ accaduto in una prima dell’istituto Cattaneo, aggregato al Luosi, dove si erano iscritti nel corso dell’anno alcuni dei ragazzi del Galilei dove alcuni mesi fa venne lanciato un cestino della spazzatura addosso a un’insegnante.

      Tra gli undici bocciati ci sono dunque anche loro, in compagnia di altri ragazzi che nel corso dell’anno hanno dato problemi dimostrando di non avere tanta voglia di studiare. Provengono da Mirandola e da altri Comuni della Bassa e da altre province, alcuni sono già stati bocciati in precedenza. Altrettanti sono stati rimandati a settembre, e sono rimasti appena sei studenti giudicati in grado di passare in seconda con la promozione.
      https://www.sulpanaro.net/2018/07/mirandola-mezza-classe-bocciata-solo-6-promessi-tutti-gli-altri-rimandati/

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