I tagli alla sanità

Oltre alla nota modifica dell’Articolo 81 della Costituzione relativa al pareggio di bilancio, il Governo Monti ha infatti realizzato due ulteriori e complementari modifiche.

  • Grazie alla riforma dell’Articolo 117, è stata attribuita allo Stato la prerogativa di “armonizzazione dei bilanci pubblici”, vale a dire la possibilità d’intervenire sulla facoltà di spesa delle amministrazioni locali.
  • Grazie alla riforma dell’Articolo 119, si è imposto a Comuni, Province e Regioni “l‘osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione Europea”.

Per farla breve, l’attuazione delle politiche di austerità imposte dall’Unione Europea ha necessitato di sottrarre il potere di spesa agli enti locali. Nel periodo in cui queste riforme venivano attuate, Monti trovò dura opposizione da parte di tutti i Presidenti di Regione. Per l’ex-advisor di Goldman Sachs fu allora un vero e proprio colpo di fortuna che, poco prima dell’attuazione dei tagli previsti dalla spending review, la magistratura mettesse sotto inchiesta dieci amministrazioni regionali su venti. E così, negli stessi giorni in cui l’opinione pubblica volgeva la propria beata e ignorante attenzione verso le feste in maschera di Franco Fiorito, in maniera completamente indisturbata Mario Monti procedeva con un taglio di 12 miliardi alla Sanità realizzato in larga parte sottraendo risorse alle Regioni.

Riccardo Paccosi in http://appelloalpopolo.it/?p=10292

Autore: bondeno

redazione bondeno.com

4 pensieri riguardo “I tagli alla sanità”

  1. Nel 2012, De Rita ha quindi scritto: “La marginalizzazione dei territori del nostro paese sono la conseguenza del cambiamento dei connotati della sovranità del potere. Per secoli, questa sovranità era data dai territori, oggi dai flussi finanziari con le conseguenze che conosciamo”. Nello stesso periodo, il sociologo del Censis ha quindi messo in rilievo la complementarietà esistente fra le micro-sovranità territoriali e la sovranità in senso più esteso, ovvero la sovranità costituzionale e nazionale: “Gli Stati non hanno più sovranità. Se non c’è sovranità cade la politica. E la politica viveva, deve vivere, di essa”.
    Sovranità nazionale e sovranità di territorio sono quindi due principi differenti ma accomunati dal fatto di ritrovarsi, nella fase attuale, sottoposti all’attacco sferrato da un solo e unico nemico: la tecnocrazia europeista ovvero il capitalismo finanziario.
    Riccardo Paccosi ibidem

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  2. Dietro la maschera antivirus, c’è il volto e il ghigno di un potere nemico. Le conseguenze economiche del Coronavirus rischiano di essere letali quanto e più di quelle per la salute pubblica. Si resta a bocca aperta leggendo statistiche inoppugnabili: quarant’anni fa saremmo stati in grado di gestire il quadruplo degli infettati. E’ la stessa logica per la quale nessuno cura il territorio, i ponti cadono, le città si allagano, le frane isolano il territorio, determinando emergenze continue. Gli eventi eccezionali sono tali anche e soprattutto per l’incapacità di affrontarli. Il costo sociale del Coronavirus si potrà capire nel tempo, ma temiamo che sia tremendo. Mentre il ministro Gualtieri, il super tecnico gradito alle cupole europoidi, assicura non agli italiani, ma ai suoi superiori di Bruxelles e Francoforte che tutto va bene, madama la marchesa, milioni di persone cominciano a subire le conseguenze dirette dell’imperizia pubblica.
    https://www.maurizioblondet.it/virus-messaggio-per-lex-homo-deus/

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  3. di Ilaria Bifarini
    Il sistema sanitario italiano non ha retto al test coronavirus: mancano i posti letto, il personale medico, le strutture e, soprattutto, i reparti di terapia intensiva. Siamo arrivati al punto tragico in cui occorre scegliere a chi salvare la vita. Mai avremmo pensato di vivere un simile dramma nazionale.
    La scure dell’austerity si è abbattuta pesantemente sul nostro sistema sanitario, con un taglio di ben 32 miliardi nell’ultimo decennio. La nostra spesa pubblica sanitaria pro capite risulta inferiore a quella della media dei paesi Ocse e la metà rispetto a quella della Germania, dove i posti di rianimazione sono sei volte i nostri, che ammontano a soli 5 mila, un numero davvero inadeguato per la popolazione. La situazione che stiamo vivendo ci lascia sgomenti, in questi giorni è emerso chiaramente che non siamo pronti ad affrontare un’emergenza sanitaria, che rischia ora di diventare una bomba economica e sociale.
    https://www.controinformazione.info/coronavirus-italia-un-disastro-preannunciato/

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