Ghost town

Hanno appena detto per TV che ci muoviamo troppo!

Quello che vedete sopra è Borgo San Giovanni, dove nel 1957 (epidemia diAsiatica) c’erano un bar, una macelleria, un fruttivendolo, una merceria, un deposito di biciclette, un sarto, un negozio di alimentari, una tabaccheria, uno di macchine da cucire, un barbiere.

Chi ha deciso che tutto questo dovesse sparire per lasciare posto alla grande distribuzione (adesso anche online)?

 

Mascherine

CONCORDIA SULLA SECCHIA, 17 MARZO – Stefano Foschieri, amministratore delegato di Tecnoline di Concordia Sulla Secchia, in provincia Modena, azienda del Distretto Biomedicale Mirandolese, comunica che l’azienda dato il via alla  produzione di mascherine per evitare il contagio da coronavirus Covid -19, convertendo la produzione per far fronte alle richieste. Al momento, secondo il portale Distretto Biomedicale, le richieste pervenute all’azienda vertono intorno ai 500mila pezzi, ma Foschieri è ottimista: “Puntiamo alla realizzazione di un milione di pezzi in un mese“.

Le mascherine che sta producendo la Tecnoline sono già state registrate con un autocertificazione del marchio CE: sono mascherine chirurgiche, ed è stato richiesto di registrarle anche come mascherine ffp2, quelle ad alta protezione. “Per fare questo, sono stati attivati tutti i canali e ci auguriamo di poter avere la registrazione quanto prima anche con l’aiuto della regione e dell’Istituto Superiore di Sanità” continua Foschieri.

La produzione è partita tra venerdì e domenica, per un magazzino ad oggi di circa mille pezzi. Il lavoro è distribuito su tre turni, per garantire una copertura 7 giorni su 7, 24 ore giornaliere. Con una previsione, si raggiungerà il massimo della produzione tra 7, massimo 10 giorni passando dalle 20mila alle 30mila mascherine, puntando a raggiungere le 40mila mascherine giornaliere. Con un obiettivo importante: “Vorremmo raggiungere nell’arco di un mese il milione di mascherine” chiarisce l’AD.

Le richieste arrivano dai privati, dagli uffici comunali, dalle aziende multinazionali, dalle farmacie e da altre realtà. L’azienda produce prevalentemente sacche in PVC per la dialisi, ma è in fase di trasformazione: 6 mesi fa sono stati lanciati i dispositivi intra e post operatori per la raccolta e il trattamento del sangue con l’ozono. “Abbiamo lavorato in modo silente e verificare la capacità produttiva: abbiamo creato la mascherina con le attrezzature già disponibili in Tecnoline, e il risultato è raggiunto. Il primo prototipo sta rispondendo perfettamente alle esigenze necessarie in questo momento.”

Ci sarà una collaborazione con altre aziende, per uscire fuori dal territorio locale. Nonostante una certa difficoltà per reperire il materiale, come le forniture di elastici ad esempio: “Lavorare, tacere e guardare all’obiettivo finale è il motto del dottor Veronesi che seguiamo anche noi.”

https://www.sulpanaro.net/2020/03/emergenza-mascherine-tecnoline-concordia-partita-la-produzione/

Grazie alla Cina

L’assessore lombardo  al bilancio Davide Caparini. “La Protezione Civile invia queste mascherine alla Regione Lombardia da destinare ai medici e paramedici impegnati nella guerra al coronavirus.  Il peggior materiale possibile, non nello standard previsto nei casi di pandemia. In ritardo di settimane e per di più non a norma.”  Stefano Barone, del sindacato infermieri Nursind: “”I dispositivi oltre ad essere privi del marchio CE, sono prodotti con del materiale dall’aspetto simile a un notissimo panno per togliere la polvere a  casa, con due buchi ai lati nei quali infilare le orecchie”.

Il materiale usato (si faccia il confronto con il prodotti Spasciari)
https://www.maurizioblondet.it/il-problema-del-sud/

 

Storie italiane

Capisco che in questo momento di crisi non possa interessare come è andata a finire la mia avventura, però per dovere di cronaca vediamo di chiudere la questione.
Giovedì mattina vado in posta per prelevare la mia multa, ma… colpo di scena! Non me la danno, perchè il prelievo può essere fatto solo dal giorno 13!!! Mi sento dire:”…ma non ha letto sull’avviso di giacenza che le è stato dato ?” Premetto che sull’avviso di giacenza dove era riportata l’informazione, c’era una bella “X” fatta a penna dalla postina con la scritta “DPCM COVID” in più la stampa sulla carta termica era per metà leggibile. Ok, si torna a casa.
Venerdì 13 Marzo mi ripresento all’ufficio postale… ma quanto mi fanno girare le poste, ma non dovevamo rimanere tutti in casa e girare il meno possibile ???
Questa volta riesco a recuperare la mia multa, ovviamente non la apro, perchè volevo rimanere il meno possibile nel locale suddetto.
Arrivo a casa, apro la multa e scopro di averla presa mentre stavo rientrando dall’Ospedale di Cento dove avevo appena portato mio padre a fare una visita abbastanza pesante e quindi andavo un po’ di fretta per riportarlo a casa. Questa non vuole essere una giustificazione, facevo i 58 Km/h anzichè 50 Km/h, quindi tolti 5 Km/h, vengo sanzionato per 3 Km/h per una totale di 44.90 €. Ok, non mi sembra nulla di spaventoso.
Decido di pagarla on-line, perchè mi pare ci sia stato consigliato di rimanere in casa.
Mi accingo a pagare il bollettino premarcato dal sito della mia Banca e… mi compare la scritta:”Attenzione! Le poste italiane non permettono il pagamento on-line del bollettino”. A questo punto spero di concederete un “ma va fan c…!” Sempre nell’ottica di agevolare a rimanere a casa, evidentemente le poste italiane vivono in un’altra dimensione.
Alla fine decido di fare un bonifico on-line, perchè l’altra alternativa era di andare a pagare direttamente alla sede della Municipale di Bondeno, ma non volevo uscire ancora di casa, se ci sono delle regole…
Il bonifico andrà in pagamento lunedì 16 Marzo, spero che la cosa finisca qua.
A questo punto non meravigliamoci se in Italia le cose vanno come vanno.
Un ringraziamento speciale a Poste Italiane e alla postina che ha violato il mio diritto alla Privacy. Saluti a tutti.

Davide Formenti su FB

Primo caso a Bondeno

Nella giornata di oggi (14 marzo n.d.r.), le autorità sanitarie hanno comunicato la positività al tampone per un cittadino residente sul territorio comunale.

Si tratta di una persona di 74 anni già sotto osservazione sanitaria, per la quale si era attivata da tempo tutta la procedura di profilassi che si attua ormai di routine per questi casi.

L’Autorità sanitaria ha previsto, già nella fase di “isolamento” a scopo preventivo della persona in questione, avviata alcuni giorni fa, anche le procedure conseguenti alla scoperta della positività. L’Ausl ha provveduto, infatti, come da protocollo sanitario, ad una puntuale mappatura  ricostruendo l’intera catena delle frequentazioni del paziente e contattando direttamente chi dovesse essere venuto a contatto con la persona interessata, allo scopo di procedere ad eventuali approfondimenti. La persona è attualmente in stato di isolamento domiciliare e ravvisa lievi sintomi, dei quali l’Azienda sanitaria tiene monitorata la situazione.

In questa fase, l’importante per tutti è continuare a seguire scrupolosamente tutte le raccomandazioni che è possibile trovare sul nostro sito istituzionale, su quello del Ministero della Salute e dell’Azienda Usl. A cominciare da quella di stare a casa se non per questioni strettamente urgenti o di lavoro.

http://comunebondenofe.it/3046-primo-caso-a-bondeno

Piano regionale a 5 livelli

BOLOGNA – Quasi 1.300 posti letto (1.290) già allestiti in Emilia-Romagna per far fronte all’emergenza Coronavirus: di questi, 211 sono per la terapia intensiva e 1.079 per gli acuti (all’interno di reparti di malattie infettive, pneumologie e medicine). E’ la risposta della Regione, che si è subito attivata, attraverso un apposito piano, per potenziare la disponibilità di posti letto “dedicati” ai pazienti colpiti dal virus.

Ad oggi, il piano – uno strumento di programmazione in continua evoluzione, sulla base delle esigenze epidemiologiche e assistenziali – prevede di poter arrivare sino a 539 posti letto di terapia intensiva per i pazienti in condizioni più gravi e a 3.120 posti per acuti.

“Stiamo facendo tutto il possibile per fronteggiare questa emergenza, senza arretrare di un passo- sottolinea il presidente della Regione, Stefano Bonaccini-, aumentando subito i posti letto. Il nostro sistema sanitario sta reggendo, ma bisogna essere pronti a fronteggiare qualunque situazione, fin quando il virus non sarà debellato. Colgo l’occasione per rivolgere un pensiero a tutto il nostro personale sanitario, oltre che a tutti gli uomini e le donne, volontari compresi, del sistema regionale di Protezione civile che, da quando sono stati rilevati i primi casi di Coronavirus sul nostro territorio, hanno lavorato incessantemente senza risparmiarsi, mostrando immense doti professionali e umane. Oltre a tutti coloro che svolgono professioni in ambito sanitario, dai farmacisti ai medici di famiglia. A tutti loro- conclude il presidente- va il mio più sentito ringraziamento”.

“Stiamo lavorando in rete- spiega il commissario ad acta per l’emergenza Coronavirus, Sergio Venturi-: questo significa che anche le strutture che hanno visto sinora una bassa incidenza di nuovi casi, stanno alzando il livello di disponibilità per supportare gli altri territori che hanno bisogno, a partire da Piacenza. Siamo all’opera- aggiunge Venturi– per individuare tutti gli ospedali Covid per ogni singola provincia: ciò dovrebbe consentire un ulteriore ampliamento delle dotazioni destinate a pazienti infetti. Ognuno sta facendo al massimo la propria parte, il sistema opera con la massima collaborazione reciproca e a pieno regime”.

Il piano della Regione: 5 livelli di “saturazione” dei posti letto

Il piano messo a punto dalla Regione prevede 5 livelli di saturazione progressivi dei posti letto a favore dei ricoveri di pazienti Covid. Il livello 1 è legato all’utilizzo di letti già esistenti per l’isolamento di pazienti diagnosticati; nel livello 2 i medesimi pazienti possono essere ricoverati in coorti, cioè spazi dedicati a persone con la stessa malattia; il livello 3 prevede l’espansione di reparti e strutture dedicate in macroaree ad hoc, trasferendo e sospendendo attività già programmate e differibili, meno urgenti, in modo da creare nuove disponibilità. Nel livello 4, c’è l’utilizzo della rete regionale con trasferimento di pazienti dagli ospedali più saturi a quelli che hanno maggiore disponibilità.

Il livello 5, infine, indica la creazione di ospedali o padiglioni interamente dedicati a pazienti Covid: si intendono strutture di dimensioni medio-piccole (indicativamente 150-200 posti letto) dotate di terapia intensiva e, eventualmente, di aree semintensive. È opportuno che in queste sedi non siano svolte attività non trasferibili e non “isolabili” (come trapianti, emodinamica e altre discipline di alta specialità).

Dal costante monitoraggio dell’occupazione dei posti letto emerge come, ad affiancare la funzione hub dei principali ospedali del territorio, ci siano già degli ospedali Covid. Nello specifico, accanto all’hub di Piacenza funzionano come Covid hospital Castel San Giovanni e Fiorenzuola, sempre nel piacentino.

A Parma,il padiglione Barbieri e il padiglione 26 dell’ospedale Maggiore (hub) operano come Covid hospital. Sono già pronti per diventare ospedale Covid Fidenza e Borgo Taro, nel parmense.

Nel reggiano, a supportare l’hub di Reggio Emilia città(Arcispedale Santa Maria Nova Nuova)c’è Guastalla (ospedale Covid).

A Modena opera come hub il Policlinico (Baggiovara dà supporto per l’area intensiva). Pronti per diventare ospedali Covid Carpi, Mirandola e Sassuolo.

A Bologna, nell’hub del Sant’Orsola, verrà riattivato a breve un padiglione dedicato, il 25. Già definito ospedale Covid il Bellaria, che funzionerà come tale anche per l’imolese.

Per Ferrara, in caso di necessità l’hub del Sant’Anna sarà supportato come Covid dall’ospedale del Delta.

Infine, per la Romagna, agli hub di Rimini, Ravenna, Forlì-Cesena verranno affiancati come Covid hospital da Lugo e Riccione.

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I tagli alla sanità

Oltre alla nota modifica dell’Articolo 81 della Costituzione relativa al pareggio di bilancio, il Governo Monti ha infatti realizzato due ulteriori e complementari modifiche.

  • Grazie alla riforma dell’Articolo 117, è stata attribuita allo Stato la prerogativa di “armonizzazione dei bilanci pubblici”, vale a dire la possibilità d’intervenire sulla facoltà di spesa delle amministrazioni locali.
  • Grazie alla riforma dell’Articolo 119, si è imposto a Comuni, Province e Regioni “l‘osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione Europea”.

Per farla breve, l’attuazione delle politiche di austerità imposte dall’Unione Europea ha necessitato di sottrarre il potere di spesa agli enti locali. Nel periodo in cui queste riforme venivano attuate, Monti trovò dura opposizione da parte di tutti i Presidenti di Regione. Per l’ex-advisor di Goldman Sachs fu allora un vero e proprio colpo di fortuna che, poco prima dell’attuazione dei tagli previsti dalla spending review, la magistratura mettesse sotto inchiesta dieci amministrazioni regionali su venti. E così, negli stessi giorni in cui l’opinione pubblica volgeva la propria beata e ignorante attenzione verso le feste in maschera di Franco Fiorito, in maniera completamente indisturbata Mario Monti procedeva con un taglio di 12 miliardi alla Sanità realizzato in larga parte sottraendo risorse alle Regioni.

Riccardo Paccosi in http://appelloalpopolo.it/?p=10292

Più realisti del re

Nuove restrizioni in Emilia-Romagna: chiusi i mercati sette giorni su sette e, dopo le 18, anche pizzerie al taglio e piadinerie. Stop nei fine settimana, insieme a bar e ristoranti. Il presidente Bonaccini: “Diamo maggiore coerenza e completezza ai provvedimenti del Governo”

“Per dare maggiore coerenza e completezza ai provvedimenti assunti dal Governo, considero necessario sospendere dalle ore 18 alle ore 6 non solo bar e ristoranti, ma anche pizzerie al taglio, piadinerie, tigellerie, kebab, gelaterie, ecc. Considero anche necessario che queste attività, insieme a bar e ristoranti, siano sospese nei week end, per evitare le scene di assembramento cui abbiamo assistito il fine settimana scorso. Sarà sempre possibile la consegna a domicilio di queste bevande e alimenti, ma non l’asporto”.

E’ quanto afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, che prosegue: “Inoltre, ritengo necessario chiudere i mercati tutti i giorni della settimana e non solo nei week end, con l’esclusione dei banchi alimentari laddove assicurino la distanza minima tra le persone. Si tratta di restrizioni coerenti con quelle già in vigore e che fanno maggior chiarezza per operatori, cittadini e Comuni”.

“Per queste ragioni- conclude Bonaccini– sto per assumere un’ordinanza in tal senso, a valere già dalla mattina di domani”.

Coronavirus, nuove restrizioni: chiusi i mercati e dopo le 18 pizzerie al taglio e piadinerie

Guardia Medica

Al fine di limitare al massimo la circolazione del coronavirus sul territorio

provinciale e di permettere ai medici di continuità assistenziale di lavorare in sicurezza, DA OGGI viene modificato il funzionamento del servizio di continuità assistenziale (guardia medica).

Viene sospeso l’accesso libero agli ambulatori diffusi sul territorio, sia diurni che serali (questi ultimi finora attivi solo nella città di Ferrara), potenziando la risposta telefonica da parte del medico,  il quale, sulla base della situazione clinica che il paziente riferirà, deciderà se invitare il paziente ad accedere all’ambulatorio, se andare a visitarlo a casa o se consigliare l’accesso al pronto soccorso.

Sará presente ad ogni porta dell’ambulatorio, il telefono da contattare.

Si allega la tabella riepilogativa di tutti i recapiti telefonici delle continuità  assistenziali provinciali.

Fonte: Comunicato Azienda Usl di Ferrara, 9 marzo 2020.