Un giorno solo!

Un giorno solo?!?!?!Che differenza fa diventare gialli di domenica (come negli ultimi mesi accadeva) o di lunedì? !È indescrivibile! Emotivamente indescrivibile!!!Per me è un giorno lavorativo che non ci sara MAI PIÙ. MAI PIÙ. MAI PIÙ. E non solo per me.So che col giallo da domenica ci sarebbe stata una ripresa di un grande comparto della nostra economia ma che NON ci sarà.Sì è solo un giorno! Effettivamente è solo una “stupida” domenica di fine gennaio. Ma col cavolo!!!!! Per tanta gente è e sarebbe stata VITA!!!!!NON MORIREMO DI C OVID MA MORIREMO DI DEPRESSIONE, DI MISERIA, DI FRUSTRAZIONE, DI TRISTEZZA.

Silvia Cassetti su FB

Bar chiusi

la nuova ordinanza limita ancora alle 18 l’orario dei bar!

Il video è di Federico Carboni, pubblicato su Facebook, condividetelo se volete.

https://www.facebook.com/groups/pinguinisovranisti/?multi_permalinks=3676732912440385&notif_id=1610441537635009&notif_t=group_highlights&ref=notif

Luigi Gamberini

Quando si parla del veterinario tutti quanti pensano al loro cagnolino o gattino, nessuno pensa a quella che è stata la prima medicina veterinaria. Nonno Gigi è l’immagine della veterinaria in prima linea. Egli ha incarnato la figura di colui che come il prete o il medico del paese sapeva portare un contributo fondamentale alla sua comunità. Il suo lavoro in mezzo alla gente era fondamentale, gente il cui sostentamento dipendeva da quelle vacche nella stalla, dai vitellini nati e sopravvissuti, dal latte venduto. Tutta la sua vita è stata dedicata al lavoro giorno e notte sempre disponibile anche attraverso l’aiuto della sua famiglia. Come nuora e moglie di un veterinario sono stata accompagnata nei primi passi di vita lavorativa ma, mentre i miei spazi erano in un piccolo ambulatorio, i suoi erano la campagna a ridosso del Po. Ci ha lasciato nel giorno di Natale. Un veterinario, uno suocero, un nonno incredibile. Questa è stata la sua ultima professione che ha riempito i suoi anni dai capelli bianchi. Abbiamo tutti raccolto ciò che questo nonno ogni giorno aveva da insegnarci, ciò che in questa lunga vita aveva imparato e presto trasmesso ad ognuno di noi: passione, tenacia, onestà e amore. Vita colma di tutto ciò che un uomo può desiderare, la sua. Grazie Nonno Gigi

Maria Franceschini

Vasco

Urca ! Certo Vasco, simpaticissimo tuttofare della farmacia Addolorata. Io ero in classe con Alberto Costanzelli figlio della titolare che poi una volta laureato lui ha sostituita nella conduzione dello storica farmacia. Io ero e sono ancora intimo ed affezionatissimo amico di Alberto e in farmacia ero di casa, quindi me lo ricordo benissimo questo personaggio molto singolare, era gobbo ma dotato di un’empatia stupefacente, sempre il sorriso sulle labbra e la battuta pronta. Gran brava persona, era un tutt’uno con la farmacia, come i muri e gli armadietti, per dire che non c’era la Farmacia Beata Vergine Addolorata senza Vasco e non potevi pensare a Vasco estrapolandolo dalla Farmacia, una vera risorsa, di lavoratore e di umanità ! 😊

Lorenzo Berlato

I miei blog

I blog sono l’evoluzione dei siti (che richiedevano un minimo di esperienza di programmazione)il mio primo è stato bondeno.com, nato in occasione del cyberfest, con la collaborazione dell’ associazione culturale Araba Fenice (raccolta di testi inediti); poi si è evoluto come testata giornalistica.

Adesso si chiama bondeno.online ed è pubblicato da WordPress; se ne scorrete la colonna sulla destra trovate quelli collegati: bondeno.today, infolibri, fuori quadro.

Quello di maggior successo , come seguito , è apoforeti.online, nato assieme a Terzapagina (www.terzapagina.info) che si occupa di politica estera.

Va precisato che non scrivo articoli originali, ma faccio semplicemente opera di divulgazione riassumendo e sintetizzando fonti di cronaca (tutte rigorosamente citate)

Se volete sapere le mie competenze le trovate nel mio sito personale paologiatti.eu

Quando a Settepolesini pascolavano i Mammut 

Se da Ferrara si va verso Bondeno seguendo la strada Diamantina, una stretta striscia di asfalto in mezzo ai campi, prima di raggiungere il canale artificiale Cavo Napoleonico si attraversa un piccolo paese, Settepolesini. Appena dopo l’ultima casa colonica, sulla sinistra, si può ammirare un grande specchio lacustre che si è formato, in oltre vent’anni, per opera della laboriosa attività estrattiva di una cava di sabbia.

Nel 1997 la bocca della draga, che aspira acqua e sedimento a venti metri di profondità, in falda, si bloccò. Fu necessario portarla in superficie e, con meraviglia degli operai, estrarre un grande osso che, incastrato, ostruiva l’imboccatura. Si capì subito che doveva essere qualcosa di eccezionale, per le dimensioni dell’osso e il suo grande peso. Il reperto venne quindi portato all’Università di Ferrara affinché i paleontologi lo potessero determinare. Si trattava di una grande porzione di bacino di un Mammut lanoso.

Allertati dalla scoperta, in breve tempo gli operai raccolsero altre ossa fossili e, grazie alla sensibilità dei proprietari della cava, i signori Orpelli, e all’autorizzazione della Soprintendenza archeologica, fu possibile accendere una convenzione fra il Comune di Bondeno, che si impegnò finanziariamente, e il Dipartimento di scienze della terra dell’Università di Ferrara, che mise a disposizione uno specialista, per seguire i lavori di estrazione della sabbia, recuperare e studiare tutto il materiale che veniva alla luce.

Oggi Settepolesini, con oltre quattrocento resti ossei raccolti, è diventato il più ricco giacimento a vertebrati della pianura e sta fornendo una grande quantità di dati sugli ultimi cinquantamila anni di storia della Bassa Padana.

Benedetto Sala [docente di paleontologia dei vertebrati presso il Dipartimento delle risorse naturali e culturali dell’Università di Ferrara]

oasi zarda Settepolesini

Etica del capitalismo

Potremmo gridare al miracolo perché nell’Italia oscura e degradante dei Palamara si sono trovati due pubblici ministeri  che non hanno guardato dall’altra parte, che non si sono piegati all’aria che tira e hanno avuto il coraggio di arrestare l’ex amministratore delegato di Autostrade, Giovanni Castellucci, altri due ex manager oltre a tre attuali dirigenti in relazione alle mancate manutenzioni sia del ponte Morandi che di altre strutture viarie come i pannelli fonoassorbenti. Le intercettazioni che mostrano come questi signori giocassero con la vita delle persone per rendere più felici e più ricchi i Benetton sono davvero agghiaccianti anche per la leggerezza canaglia con cui venivano dette cose inaudite quasi pensandosi al di sopra della legge. Eppure il loro arresto era tutt’altro che scontato, anzi si potrebbe definire un atto eroico: infatti dopo due mesi dalla caduta del ponte Morandi, attenuatosi lo choc per le 43 vittime, i giornaloni hanno cominciato una campagna a tappeto perché nessuno toccasse  questi Caini e nessuno si sognasse di togliere loro la concessione di opere costruite con i soldi e i sacrifici di tutti gli italiani e sulle quali essi lucravano ( e continuano a farlo) , senza nemmeno ottemperare ai compiti più elementari. Con il passare del tempo tale atto dovuto di fronte a una tragedia senza precedenti si è trasformato in una sorta di blasfemia contro i poteri di mercato e la “grande” miserabile stampa si è esercitata nel trovare sempre nuove malevole definizioni per un atto di semplice giustizia, definita di volta in volta giustizialismo , punizione cieca, voglia di ghigliottina, ansia di piazzale Loreto, cultura antimpresa, sciacallaggio, barbarie giuridica, ansia vendicativa, deriva autoritaria, pressapochismo, collettivismo, socialismo reale, oscurantismo. E non è certo un elenco completo. A parte i conflitti di interessi di ogni tipo, compreso il passaggio di manager come la Mongardini da Atlantia a Gedi che edita Repubblica, La Stampa, il Secolo XIX e una miriade di testate locali, rimane la rivoltante sensazione di vivere in una condizione dove l’etica non merita nemmeno più un’adeguata finzione, anzi l’etica è che di fronte al profitto e agli azionisti qualsiasi reato perde importanza.

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