RAF

Radio Alto Ferrarese fu un tentativo del PRI di Bondeno (di cui all’epoca ero il segretario) di introdurre le nuove tecnologie nella campagna elettorale per le elezioni amministrative comunali del 1980

https://archive.org/details/generica

Avemmo 400 voti, non sufficienti per eleggere un consigliere.

NOTA:l’audio parte dopo 20 secondi circa (se avete le casse collegate al computer)

Avviamento

Stamattina ho pubblicato su FB una mia foto di Quinta elementare:

a.s.57/58, quinta elementare- maestro Felloni

eravamo nelle scuole di Piazza Roma; mentre le medie le facemmo nell’edificio adiacente (separato solamente da una porta interna)

scuola media T.Bonati

A sinistra il segretario Mazzolani (al quale versavamo mensilmente la retta di lire 4500 al mese) ; al centro la prof. Magrini (matematica), il preside Salvatore Cagnazzo, la prof. De Gaetano (lettere).

Alle medie si faceva Latino per tre anni, educazione musicale e economia domestica (solo le donne); poi arrivò la nuova scuola “unica” nella nuova sede di Via Manzoni).

Marasma

«È la sanità (lombarda) il vero paziente zero» dice Medicina Democratica che oggi sarà in presidio in 17 città lombarde. E non è ancora guarita. «30 anni di liberalizzazioni e privatizzazioni della sanità pubblica hanno portato all’impreparazione e all’incompetenza che hanno fatto franare il sistema sanitario lombardo» dice Marco Caldiroli, presidente di Medicina Democratica. «Nonostante l’evidenza che era la medicina territoriale a dover essere rafforzata, nulla è stato fatto in questo anno. Le Usca che sarebbero dovute andare di casa in casa a portare tamponi e assistenza non sono state implementate, i medici di base sono stati caricati di oneri senza supporto».

https://ilmanifesto.it/codogno-un-anno-fa-non-e-andato-tutto-bene

Gli ITS non sono gli Itis

Gli Istituti tecnici superiori costituiscono infatti il segmento di formazione terziaria non universitaria che risponde alla domanda delle imprese di nuove ed elevate competenze tecniche e tecnologiche per promuovere i processi di innovazione. Rappresentano un’opportunità di assoluto rilievo nel panorama formativo italiano in quanto espressione di una strategia nuova fondata sulla connessione delle politiche d’istruzione, formazione e lavoro con le politiche industriali, con l’obiettivo di sostenere gli interventi destinati ai settori produttivi con particolare riferimento ai fabbisogni di innovazione e di trasferimento tecnologico delle piccole e medie imprese.

Le sei are tenologiche interessate sono:  Efficienza energetica,  Mobilità sostenibile,  Nuove tecnologie della vita, Nuove tecnologie per il Made in Italy (Sistema agroalimentare, Sistema casa, Sistema meccanica, Sistema moda, Servizi alle imprese), Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali –Turismo, Tecnologie della informazione e della comunicazione.

Accedono ai corsi, a seguito di selezione, i giovani e gli adulti in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore e coloro che in possesso di un diploma quadriennale di istruzione e formazione professionale abbiano frequentato un corso annuale IFTS. Una buona conoscenza dell’informatica e della lingua inglese costituisce requisito preferenziale per l’ammissione ai percorsi. Vi è tuttavia la possibilità di frequentare moduli di specifica preparazione, finalizzati a riallineare le competenze mancanti.

Almeno il 30% della durata dei corsi è svolto in azienda stabilendo subito un legame molto forte con il mondo produttivo attraverso stage anche all’estero.

Il corpo docente proviene per almeno il 50% dal mondo del lavoro. I corsi si articolano di norma in quattro semestri (1800/2000 ore) e possono arrivare fino a sei semestri.

Intervista a Giulio Tarro

Dal 1997 al 2015 hanno praticamente dimezzato i posti letto nelle terapie intensive. Si è visto benissimo a gennaio scorso, quando si scoprì il virus cinese. I francesi raddoppiarono i posti letto e noi niente. Addirittura abbiamo affrontato l’epidemia a marzo con un quarto dei posti letto dei francesi. Bisogna avere una medicina territoriale veramente tale. Si dovrebbe poi rivedere tutta la modalità di intervento. Devono essere repentini quando il paziente accusa i primi sintomi. E poi il nullaosta per i vaccini con l’Rna messaggero che come sappiamo sono stati fatti in un tempo troppo breve. Perché non utilizzare anche i vaccini fatti in modo tradizionale da altre nazioni come quello cinese col virus inattivato? E valutare anche quello russo e quello italiano?”

Lei dice che bisogna ripristinare e potenziare una medicina territoriale. Ormai l’hanno capito tutti…”

“Quello è fondamentale e bisognerebbe farlo non a parole. Questo distacco che c’è stato con l’epidemia, tra medico e paziente, è stato più che deleterio”.

Occorre cancellare dalla convenzione con il Servizio sanitario i medici di base che rifiutino di fare visite a domicilio o che rifiutino il loro eventuale inserimento nelle USCA (Unità speciali di continuità assistenziale, ndr)?

“Un medico quando fa il giuramento di Ippocrate sa che è normale che debba andare incontro al paziente che sia a casa o ovunque. L’importante è che ci sia questo contatto che è stato lasciato a sé stesso”.

Lei sostiene anche che siamo ad un punto di svolta e bisogna chiudere il Comitato Tecnico Scientifico. Chi dirige la Sanità deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte…”.

“Se noi pensiamo che ci sono 451 componenti (ride) solamente per consigliare la via sbagliata si resta interdetti. Non nascondiamoci che da noi abbiamo uno dei tassi di mortalità più alti al mondo, su 100.000 abitanti, e questo non va bene. Non è possibile pagare un tasso così alto con la Sanità che avevamo alle spalle”.

https://www.affaritaliani.it/coronavirus/tarro-a-draghi-chiudiamo-il-cts-non-ne-usciamo-senza-un-cambio-di-strategia-723012.html

Macigno fiscale sulle case

di

Corrado Sforza Fogliani (*)10 febbraio 2021Macigno fiscale sulle case

Le tasse sugli immobili, in Italia, pesano molto, troppo. A dirlo sono i dati. In totale, il carico di imposizione fiscale vale circa 50 miliardi di euro l’anno, suddiviso tra imposte di natura reddituale, patrimoniale, sui trasferimenti, sulle locazioni e sui servizi. La sola Imu – introdotta dal Governo di Mario Monti in sostituzione dell’Ici – produce un gettito di quasi 22 miliardi di euro, rispetto ai poco più di 9 dell’Ici. Colpisce case (anche la prima, se inquadrata in una delle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, impropriamente considerate, in quanto tali, “di lusso”), box, locali commerciali, uffici, capannoni, terreni. Non risparmia neppure gli immobili inagibili o inabitabili, per i quali è solo prevista una riduzione alla metà della base imponibile.

Il resto del gettito lo procurano le imposte indirette, come l’imposta di registro, che si applicano in caso di compravendita (circa 9 miliardi); le imposte sul reddito da locazione (Irpef o cedolare secca: altri 9 miliardi); l’imposta di registro e l’Iva sulle locazioni (circa 1 miliardo). Altri 11 miliardi di euro l’anno derivano, per circa 10, dalla tassa sui rifiuti (che va considerata nel conteggio dei tributi sugli immobili, anche perché all’estero è spesso inglobata nell’imposta locale immobiliare) e per un altro miliardo da altri tributi, fra i quali le somme versate ai Consorzi di bonifica (per averne nulla in cambio, a differenza dai fondi rustici).

Peraltro, va evidenziato che i tributi che si applicano su una base imponibile di tipo catastale – come l’Imu – non sono fondate, come spesso si sente dire, su un catasto non aggiornato. Per le seguenti ragioni: nel 1996 – con decorrenza 1997 – le rendite catastali sono state aumentate del 5 per cento; nel 2011 – con decorrenza 2012 – la manovra Monti ha aumentato i moltiplicatori catastali Imu del 60 per cento per le case e in misura analoga per altri immobili; dal 2005 i Comuni possono richiedere all’Agenzia delle entrate il “riclassamento” degli immobili per zone o per singole unità immobiliari, cosa che in città come Roma, Milano, Bari, Lecce ha portato ad aumenti considerevoli delle rendite catastali e, di conseguenza, delle imposte; ogni volta che si interviene in modo significativo su un immobile, questo viene “riclassato” e quasi sempre subisce un aumento della rendita catastale e, di conseguenza, delle imposte.

Questo macigno fiscale che grava sugli immobili, specie quello dell’Imu, ha prodotto danni enormi all’economia. È ora di limitarlo.

(*) Presidente Centro studi Confedilizia

Via Manzoni: parcheggio

Approvato con delibera di Giunta il progetto di fattibilità per un nuovo parcheggio in via Manzoni che venga incontro alle necessità di studenti e docenti, oltre che delle società sportive che usufruiscono della palestra. Il sindaco, Saletti, e l’assessore ai Lavori pubblici, Vincenzi:

«Riqualifichiamo un’area compromessa dal sisma e veniamo incontro alle esigenze di chi quel luogo lo vive quotidianamente per motivi lavorativi. Parcheggio pronto entro l’autunno»

Con delibera di Giunta è stato approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica per la realizzazione di un’area parcheggio in via Manzoni, precisamente nel punto in cui, fino al sisma del 2012, sorgeva la seconda palestra per la scuola superiore e per le società sportive. La nuova area parcheggio, che sarà illuminata e comprenderà ingresso e uscita su via Manzoni, costituirà un importante aiuto per docenti e studenti della adiacente scuola, nonché per gli utenti delle società sportive che si allenano nella palestra limitrofa.

A completamento del progetto, vi sarà anche un’altra area parcheggio, stavolta pensata per agevolare i residenti, nella strada a fondo cieco che punta verso il cortile interno della scuola superiore. In totale, si tratterà di una trentina di posti auto, di cui circa venti dedicati al parcheggio vero e proprio e circa dieci per i residenti. Il costo dell’opera è poco meno di 230mila euro, dei quali il Comune ha già impegnato poco più di 9mila euro per i progetti di fattibilità e per il progetto definitivo-esecutivo, finanziati con avanzo di bilancio.

«Veniamo incontro a quelle che sono le reali esigenze di chi quella zona la vive quotidianamente per motivi di studio, lavoro o sport – sono le parole del sindaco, Simone Saletti, e dell’assessore ai Lavori pubblici, Marco Vincenzi –. La riqualificazione dell’area era uno dei progetti chiave di questo mandato, e possiamo dire con buona probabilità che il parcheggio sarà pronto entro l’autunno, consentendo così uno snellimento concreto dell’occupazione dei parcheggi limitrofi già a partire dall’inizio del nuovo anno scolastico».

Dopo l’approvazione della Giunta, il progetto passa nelle mani della Regione, che nel giro di un mese dovrebbe rispondere per consentire al Comune di dare avvio alla gara di appalto.

Render parcheggio Manzoni

Smart working

un salario fisso senza obbligo di presenza, con una qualità di vita eccellente e costi minori è un incentivo troppo allettante per essere scartato. Ora più che mai è il momento di cavalcare l’onda da parte non tanto dei Comuni (mai attendere la politica…) quanto di associazioni, movimenti culturali e anche semplici cittadini. È solo nel quieto e ritmico spazio della provincia remota che noi potremo riprovare, seppur faticosamente, a cercare di ricostruire il senso di comunità, che è una delle ragioni della vita e uno dei nostri bisogni immateriali di gran lunga superiori ai “bisogni primari” descritti da Abramo Maslow (vedi la diatriba Maslow -Vittorio Frankl sui bisogni dell’uomo negli anni Sessanta)

estratto da https://www.ariannaeditrice.it/articoli/il-lavoro-dematerializzato-e-la-decentralizzazione-rurale