Pomodoro nostrano

che i social siano pesantemente di parte (specialmente col Covid) si sa.

Per questo sono particolarmente gradite le informazioni locali:

“Qui a Burana ce n’è ovunque. La ditta agromeccanica Bergonzini Enrico coltiva i miei 64 ettari e quelli di molti altri, suo zio Lorenzo Bergonzini, anche di più, poi altri agricoltori ne coltivano parecchi, da Perboni Michele a Nizzi Luciano e tanti altri.”

Paola Giovannetti su Facebook

Kiwi per la Cina

Una nave piena di kiwi emiliano-romagnoli e diretta in Cina, senza scali, sta per salpare.

È arrivata una bella notizia per l’export italiano e regionale: è la firma all’addendum al protocollo commerciale Italia-Cina che permette ai kiwi italiani di arrivare in Cina attraverso il trasporto in nave.

L’accordo è il frutto del lavoro di squadra che ha direttamente coinvolto il Servizio fitosanitario nazionale e quello della Regione Emilia-Romagna, il Mipaaf (ministero Politiche agricole, Alimentari e Forestali) e il ministero degli Affari Esteri. Si tratta di un risultato che consente di spedire fino a 7mila tonnellate di kiwi, su un’unica nave, che raggiungerà la Cina senza scali intermedi.

Ringraziamenti da parte dell’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi alla ministra dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, e al sottosegretario agli Esteri, Manlio di Stefano, per l’importante lavoro diplomatico. L’accordo permetterà infatti di portare i kiwi emiliano-romagnoli in Cina con un mezzo di trasporto alternativo all’aereo e alle navi porta container con una serie di vantaggi che potranno incrementare la competitività di tutta la filiera.

“La qualità dei controlli del servizio fitosanitario della Regione e la sinergia con tutti i partners coinvolti- afferma Mammi-, ci permettono di raggiungere un risultato inedito, che apre nuove opportunità per l’export del nostro sistema regionale. La competizione di mercato a livello globale funziona quando le istituzioni hanno la volontà di accompagnare i processi e le imprese si fanno trovare pronte e competenti: credo si tratti di un ottimo risultato per l’intero sistema”.

L’accordo per l’export dei kiwi apre la strada alla definizione dei dossier Italia-Cina su mele e pere, e su cui è alto l’interesse dei produttori regionali.

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L’Altra Agricoltura

L’appuntamento è per il 23 maggio a Roma, alla Città dell’Altra Agricoltura, in piazza Giustiniani 4, dalle 10 alle 14. «L’Alleanza per la nuova riforma dell’agricoltura è la proposta di dare vita uno spazio di iniziativa comune e plurale, aperto a movimenti, associazioni, uomini e donne delle istituzioni, della scienza e della cultura, agricoltori e cittadini per porre nel Paese il tema di una riforma del ciclo del cibo e del lavoro della terra per uscire dalla crisi. In una parola: per la Nuova Riforma Agraria» spiegano i promotori: Liberi Agricoltori, Rete Municipi Rurali e Coordinamento Altragricoltura.

«Come la riforma fondiaria degli anni ‘50 fu la risposta alle istanze e alle lotte dei contadini e permise al Paese di uscire dal Medioevo del latifondo, così, oggi, abbiamo bisogno di riconquistare una riforma che faccia i conti con il nuovo latifondismo, la speculazione, la perdita di funzione della nostra agricoltura produttiva, l’abbandono della terra, i rischi per sicurezza alimentare e ambiente. L’assemblea per l’Alleanza è un processo costituente e aperto che parte da sei primi obiettivi:

-regole per il mercato e gli scambi agroalimentari e contrasto al dumping

-riforma degli Enti e uso della spesa pubblica in agricoltura responsabile, efficace, giusta e trasparente

-sostenibilità dei cicli produttivi (del lavoro, ambientale, energetica, economica)

-garantire i diritti (accesso alla terra, alle risorse fitogenetiche, alla salute, al reddito e al salario)

-ricontrattare in Europa le scelte fondamentali a tutela e rilancio dell’Agricoltura Mediterranea

-riforma del sistema della Rappresentanza agricola fondata sulla libertà e l’autonomia sindacale.

Intanto, oggi, lunedì 21 maggio, e domani è invece convocata la quarta assemblea congressuale di Altragricoltura, che si tiene a Roma presso la sala riunioni della Cooperativa Agricoltura Nuova in Via Castel di Leva.

Sempre oggi, 21 maggio, conferenza stampa di presentazione della iniziativa, alle ore 11,30, presso la Sala Rossa della Fondazione Don Luigi Sturzo. Intervengono: Gianni Fabbris (coordinatore nazionale di Altragricoltura), Furio Venarucci (vicepresidente nazionale di LiberiAgricoltori) e alcuni rappresentanti delle Associazioni proponenti.

«L’incontro Costituente dell’Alleanza, preceduto da mesi di preparazione ed elaborazione anche con diverse iniziative tematiche e territoriali, vedrà la partecipazione di sindaci e rappresentanti istituzionali di territorio, di protagonisti dal mondo dell’impresa agricola ed agroalimentare, dell’Associazionismo, del mondo sindacale, della cultura e della scienza, di diversi parlamentari e rappresentanti di forze politiche che sono stati invitati in questi giorni sia da un appello firmato da soggetti autoconvocanti in continua elaborazione, sia da LiberiAgricoltori, Altragricoltura e dalla Rete dei Municipi Rurali – spiegano i promotori – Due gli obiettivi dell’incontro: quello di dare forma alla rete di quanti oggi condividono lo sforzo di una profonda inversione nelle scelte politiche e sociali su agricoltura, territorio e ciclo del cibo e quello di aprire con la classe dirigente politica un confronto sul merito delle proposte nel medio periodo e sulla messa in campo di iniziative urgenti per affrontare la profondissima crisi delle aree rurali del Paese. L’Alleanza in costruzione non si è data solo il compito di promuovere nel Paese una discussione e un dibattito sull’esigenza delle Nuova Riforma e sulla responsabilità di conseguenti scelte sociali, produttive, culturali ma, anche, di incidere concretamente nelle azioni politiche e di governo. La proposta concreta di dare vita ad un tavolo di confronto permanente con i parlamentari e gli attori istituzionali che condivideranno lo sforzo è uno degli esiti attesi per una verifica di quanto il nuovo Parlamento sarà in grado di segnare quegli elementi di discontinuità con le scelte del passato, indispensabili per invertire gli esiti di una crisi che, solo negli ultimi dieci anni, ha visto in Italia la chiusura del 20% delle aziende agricole e la perdita dell’8% del lavoro».

http://www.ilcambiamento.it//articoli/nasce-l-alleanza-per-una-nuova-riforma-dell-agricoltura

Stop pesticidi

Il 13 maggio sarà una intensa giornata, in cui ci saranno tre diverse marce accomunate dagli stessi obiettivi. Da Cison a Follina in provincia di Treviso, si muoverà la Marcia Stop Pesticidi; tra le vie di San Pietro in Cariano in provincia di Verona si svolgerà una manifestazione parallela; intorno al lago di Caldaro, in  provincia di Bolzano, sfilerà Stop Pestizides.
Le marce attraverseranno territori messi a dura prova dalle coltivazioni intensive di mele e di vitigni e dal conseguente uso della chimica di sintesi che inquina il suolo, l’acqua, l’aria determinando la scomparsa di molte specie, la perdita di biodiversità, la contaminazione delle falde idriche, il depauperamento del paesaggio avvilito dalla monocoltura.

“In alternativa a questo modello – affermano i promotori della Marcia Stop Pesticidi – sosteniamo esperienze agricole come l’agricoltura biologica,  i biodistretti e le filiere corte, che in questi anni hanno dimostrato di saper coniugare il rispetto per la salute pubblica e l’ambiente, producendo alimenti sani e posti di lavoro, valorizzando la varietà dei prodotti locali e tutelando la salute pubblica.”

Se a mobilitarsi prima di tutto sono le popolazioni che vivono in queste aree, consapevoli di essere fortemente esposte ai pesticidi rischiando la salute, le adesioni arrivano da ogni parte d’Italia: da gruppi di cittadini, da associazioni e comitati.

“Le tre marce del 13 maggio – dicono i promotori della Marcia Stop Pesticidi –  sono accomunate dal fatto di avere gli stessi obiettivi, di lanciare lo stesso appello. E se lo scorso anno alla nostra marcia hanno aderito più di 120 associazioni attive a livello locale, regionale e anche nazionale, quest’anno contiamo di fare anche meglio visto che al momento – e mancano ancora parecchi giorni al 13 maggio – abbiamo già raccolto complessivamente più di 100 adesioni. Tra queste ci sono quella del Comune di Feltre e il patrocinio del Comune di Revine Lago:  speriamo che si aggiungano altri Comuni sensibili a questi temi”.

L’appello che gli organizzatori delle marce rivolgono alla Commissione europea è di rivedere la recente autorizzazione concessa all’uso del glifosato per altri 5 anni; riformare la procedura con cui viene approvato l’impiego dei pesticidi; fissare alcuni obiettivi obbligatori di riduzione delle sostanze chimiche di sintesi nei campi.

“A governo, Regione e Comuni chiediamo – aggiungono i promotori della marcia – di applicare il principio di precauzione vietando l’utilizzo dei pesticidi, attivando controlli e sanzioni idonee, proibendo definitivamente le sostanze sottoposte a deroghe. Ma anche di potenziare gli strumenti di controllo e salvaguardia del territorio per evitare sbancamenti, deturpazione del paesaggio, possibili discariche abusive e cambiamenti delle destinazioni d’uso; di disincentivare le produzioni agricole industriali e le monocolture; di favorire e finanziare l’agricoltura biologica e la costituzione di biodistretti, nel rispetto della biodiversità e delle tipicità tradizionali locali”.

http://www.ilcambiamento.it//articoli/il-13-maggio-tutti-in-marcia-per-dire-stop-pesticidi

Convegno sulla canapa

DOMENICA 23 MARZO, ORE 15,30

 LA CANAPA

Tra coltura e cultura di un territorio

Una storica fibra tessile tra cultura materiale,

arte e costume

 

Presentazione della mostra:

Otello Ceccato.
Il ciclo della canapa.
Racconto per immagini

a cura di Galeazzo Giuliani, Corrado Pocaterra e Paolo Volta

(in parete fino al 27 aprile)

 

A seguire, relazioni di:

Gian Paolo Borghi

 Il clima culturale ferrarese
che ispirò la nascita del
Centro di Documentazione
del Mondo Agricolo Ferrarese

Corrado Pocaterra

La canapa nella storia dell’arte

Galeazzo Giuliani

Otello Ceccato pittore
ed il suo ciclo della canapa

 

In conclusione buffet riservato a tutti gli intervenuti