Gli stati generali

Dall’archivio di bondeno.com riportiamo un articolo di 15 anni fa:

Bondeno ieri, oggi, domani
Data: Sabato, 03 maggio 2003 alle 14:55:51 CEST
Argomento: Attualità
Gli “Stati Generali” si terranno presso la Sala 2000 di Bondeno dalle ore 21:00
LUNEDÌ 5 MAGGIO (ECONOMIA E LAVORO)
Relazioni:
Arnaldo Aleotti (Assessore Bilancio e Finanze) Aldo Scapoli (Assessore Attività Produttive)
Interventi:
Marco Guandalini (C.N.A. Bondeno)
Enrico Benatti (I.A.L. – Emilia Romagna)
Bruno Melloni (Unione degli Industriali di Ferrara)
Antonio D’Antonio (ASCOM – Ferrara/Bondeno)
Valerio Miglioli (Segretario Provinciale Confesercenti Ferrara)
Bruno Gavioli (Unione Provinciale Agricoltori Bondeno)
Paolo Paramucchi (Segretario Generale CISL Ferrara)
Giuseppe Vancini (Confartigianato)
Adriano Facchini (Direttore Consorzio Agrario Provinciale)
Alfredo Zagatti (Vice Presidente della Provincia)
LUNEDÌ 12 MAGGIO (SCUOLA, CULTURA E TURISMO)
Interventi:
Marco Guandalini (C.N.A. Bondeno)
Enrico Benatti (I.A.L. – Emilia Romagna)
Bruno Melloni (Unione degli Industriali di Ferrara)
Antonio D’Antonio (ASCOM – Ferrara/Bondeno)
Valerio Miglioli (Segretario Provinciale C onfesercenti Ferrara)
Bruno Gavioli (Unione Provinciale Agricoltori Bondeno)
Paolo Paramucchi (Segretario Generale CISL Ferrara)
Giuseppe Vancini (Confartigianato)
Adriano Facchini (Direttore Consorzio Agrario Provinciale)
Alfredo Zagatti (Vice Presidente della Provincia)
LUNEDÌ 12 MAGGIO (SCUOLA, CULTURA E TURISMO)
Relazione:
Daniele Biancardi (Assessore Scuola e Cultura)
Interventi:
Carlo Gennari (Istituto Comprensivo “T. Sonati” Bondeno)
Alessandro Fugaroli (Istituto di Istruzione Superiore “Carducci” Ferrara)
Alessandro Sita (Consigliere Fondazione CA.RI.FE.)
Aldo Lotti (La Nuova Compagnia del Patatrac)
SimonettaMalaguti (ZeroErreAccaPiù)
Marco Benea (Presidente Pro Loco)
Davide Piacentini (Ludoteca I Signori della Nebbia)
Andrea Calanca (Gruppo Archeologico Bondeno)
Sergio Galli (Associazione Panarea)
Roberto Roda (Consulente dell’Assessorato)
Loris Cattabriga (Presidente Associazione Sagre)
Giuseppe Pisa (AUXING – Centro Musicale)
Rita Cinti Luciani (Assessore Provinciale)
LUNEDÌ 19 MAGGIO (LAVORI PUBBLICI E AMBIENTE)
Relazioni:
Paolo Tassinari (Assessore Lavori Pubblici)
Brunella Benea (Assessore Ecologia e Politiche Ambientali)
Interventi:
Franco Bianchi (Presidente Ordine Professionale dei Geometri)
Silvio Stricchi (Presidente Ordine Professionale degli Ingegneri)
Franco Bardasi (WWF Alto Ferrarese)
Stefania Gasperini – Giovanni Morelli (Studio AR. ES.)
Pier Giorgio Dall’Acqua (Presidente Amministrazione Provinciale)
LUNEDÌ 26 MAGGIO (SANITÀ1 E SERVIZI SOCIALI)
Relazioni:
Davide Verri (Delega alla Sanità)
Luca Pancaldi (Assessore Servizi Sociali)
Brunella Benea (Assessore Pari Opportunità)
Interventi:
Valerio Parmeggiani (Direttore Distretto di Cento – Azienda USL Ferrara)
Felice Maran (Coordinatore Servizi Sociali – Azienda USL Ferrara)
Giuseppe Della Vedova (Coordinatore dei Servizi Sociali)
Renata Buongiorno (Associazione Accanto)
Giara Peletti (Associazione Amici del Borselli)
Angela Dianati (Centro diurno Airone)
Maria Rita Lodi (Assessore Provinciale)
Conclusioni del Sindaco Davide Verri
Presiede Marco Vincenzi (Presidente del Consiglio Comunale)
Segreteria: 0532-899216-899256
http://www.comune.bondeno.fe.it

Autovelox vs. neurovelox

Bondeno, provincia di Ferrara, via venti settembre. Sono le otto di mattina appena passate e mi accingo ad uscire di casa per recarmi al lavoro. Un nuovo cliente mi ha chiesto una consulenza per risolvere un problema aziendale. Devo raggiungere Vicenza entro un paio d’ore. Niente che richieda troppa fretta: in questo periodo dell’anno — siamo in luglio – i clienti italiani hanno meno fretta del solito, soprattutto se si tratta di enti pubblici. Per la seconda mattina di seguito, uscendo di casa mi imbatto nel corpo straziato di un gatto, falcidiato dalla corsa folle di qualche automobilista. Per un istante penso alla fatalità e imbocco la strada dirigendomi verso il ponte che conduce al centro del paese. Via XX Settembre, per chi non conoscesse Bondeno, è una linea retta di un paio di chilometri. Imboccandola, in un senso o nell’altro e a qualsiasi ora del giorno o della notte, più di un automobilista (o motociclista, o scooterista) può irrimediabilmente udire il richiamo della giungla: esegeti della velocità, impavidi spericolati ed esibizionisti frustrati possono qui ritrovare la loro ragion d’essere. Impunemente. Sempre.
Mentre imbocco la strada con la mia automobile penso che qualche tempo fa, prima delle ultime elezioni amministrative, erano apparsi alcuni vistosi dissuasori di velocità a sobbalzo, i cui costi di costruzione mi sono sempre stati ignoti. Passate le elezioni, gli stessi faraonici dissuasori sono scomparsi e i costi per la loro distruzione mi sono ugualmente ignoti. Sorvolo quindi umilmente sulla mia ignoranza e proseguo nel mio tragitto. Avvicinandomi all’incrocio del Ponte Rana, regolato da un discusso semaforo, un paio di aspiranti piloti mi sorpassano ad alta velocità. Visto che il semaforo era già rosso, non fanno altro che rubarmi due posizioni nella griglia di partenza. Per un istante mi chiedo quale effetto deterrente potrà avere su simili automobilisti il paventato “intervento ponte Rana”, tanto caro agli attuali amministratori dadaisti. Scatta il verde e il pensiero torna a concentrarsi sulla strada. I due guidatori poco disciplinati continuano a precedermi, a loro volta anticipati da un autoarticolato che tentano ripetutamente, invano, di sorpassare. Il successivo semaforo frena gli entusiasmi: siamo all’incrocio che congiunge la statale Virgiliana a via Borgatti, quella – tanto per intenderci — che regola l’afflusso al supermercato Coop e al cimitero. Mentre siamo fermi allo stop, una terza volpe accosta la fila disponendosi sulla corsia di sinistra, quella riservata a chi deve svoltare per raggiungere il centro commerciale. Niente di più falso: al verde scopro che quella corsia poteva essere utilizzata anche per scavalcare le code, alla faccia delle indicazioni stradali. Mi accingo a riflettere sulle problematiche interpretative connesse alla comunicazione e alle caratteristiche semiotiche della segnaletica stradale (la comunicazione e la semiotica sono il mio pane), ma penso che è meglio tornare a concentrarsi sulla strada.
Si prosegue per un altro chilometro, fino al primo dei due autovelox “fissi” piazzati a margine della strada da circa un mese. Tutti mostrano bene di saperlo e la velocità della coda di veicoli si uniforma sui 60 km/h, costantemente mantenuta fino all’altro rilevatore di velocità, due chilometri più avanti. Superate le due Colonne d’Ercole elettroniche la strada si fa più insidiosa, con curve e tratti sconnessi. Noncuranti, i piloti affrettano il passo e occupano stabilmente la corsia di sorpasso anche dove il buon senso, oltre che la linea continua, lo sconsiglierebbe. Il camion ha svoltato e in breve mi ritrovo a percorrere la strada da solo: nessuno davanti, nessuno dietro. Sono un po’ più rilassato e i pensieri ricominciano a fluire. Il primo è epigrafico: “Si può assolvere un amministratore che non conosce Pavlov?”

Enrico Marchetti

Nota: l’articolo proviene dall’archivio di bondeno.com ed è datato 20 luglio 2005

Crisi economica e ruolo delle banche

Abbiamo pazientemente recuperato i principali articoli di bondeno.com del periodo 2003-2009 (i seguenti sono ancora in linea nel sito); quello che riportiamo qui è del 15 febbraio 2009 e si riferisce ad una riunione che l’allora sindaco di Finale Emilia, Raimondo Soragni, tenne ai direttori delle banche del suo comune.

SORAGNI, sindaco di Finale Emilia, convoca i direttori delle banche di Finale Emilia e rilascia la seguente dichiarazione:
In questo difficile momento che stiamo vivendo nel nostro Paese, per il dispiegarsi degli effetti della “crisi”, che è parte di una più ampia a livello mondiale, il pensiero, gli interventi, le preoccupazioni sono rivolti al come uscirne, quali misure mettere in campo per alleggerirne ed attenuarne gli effetti sulle economie, sulla produzione e quindi, non per ultimo, sulle condizioni materiali di milioni e milioni di persone.
Bisogna però dire che già prima di questa “crisi”, nonostante tutto sembrasse funzionare alla perfezione, una cosa erano le apparenze e altra cosa le condizioni reali, una cosa la ricchezza prodotta e altra cosa la sua redistribuzione. In questi decenni è aumentata nel mondo la povertà tant’è che si stima in oltre 100 milioni il numero dei nuovi poveri solo in quest’ultimo biennio così come sono aumentate spaventosamente le disuguaglianze e sempre maggiore ricchezza si concentra nelle mani di pochi, a danno di una grandissima maggioranza della popolazione che si arrangia, stenta a vivere, ha difficoltà a garantirsi una normale esistenza quando coperta da un lavoro regolare, sprofonda nella disperazione e nell’indigenza quando è senza lavoro o con lavori precari e discontinui.
Già prima della “crisi” vivevamo in un mondo iniquo, ora le misure per rispondervi lo riconfermano e il rischio più grande è che tutto riparta, superatala crisi, nella difesa del sistema che l’ha generata, perpetuando un modello di società
Bisogna però dire che già prima di questa “crisi”, nonostante tutto sembrasse funzionare alla perfezione, una cosa erano le apparenze e altra cosa le condizioni reali, una cosa la ricchezza prodotta e altra cosa la sua redistribuzione. In questi decenni è aumentata nel mondo la povertà tant’è che si stima in oltre 100 milioni il numero dei nuovi poveri solo in quest’ultimo biennio così come sono aumentate spaventosamente le disuguaglianze e sempre maggiore ricchezza si concentra nelle mani di pochi, a danno di una grandissima maggioranza della popolazione che si arrangia, stenta a vivere, ha difficoltà a garantirsi una normale esistenza quando coperta da un lavoro regolare, sprofonda nella disperazione e nell’indigenza quando è senza lavoro o con lavori precari e discontinui.
Già prima della “crisi” vivevamo in un mondo iniquo, ora le misure per rispondervi lo riconfermano e il rischio più grande è che tutto riparta, superatala crisi, nella difesa del sistema che l’ha generata, perpetuando un modello di società profondamente squilibrato e quindi in giù sto.
E’ naturalmente prioritario intervenire subito sul sostegno all’occupazione, sul sistema degli ammortizzatori sociali, sulle imprese, sul sistema bancario, ma perché non si parla, quasi nessuno lo fa, del dopo e di cosa sarà necessario cambiare, quali meccanismi rivedere o correggere, che cosa valorizzare. Quale modello di sviluppo e di società si vuole costruire. E quali i valori da assumere. Urge capire come risolvere, nella nuova fase, l’intollerabile sistema caratterizzato dalle forti disparità sociali che la crisi fa drammaticamente aumentare. Ed emerge, con grande e devastante rilevanza sociale, l’insostenibilità strutturale, economica e produttiva di una ingiustizia re distributiva che impedisce l’accesso a un reddito ragionevolmente adeguato delle persone.
Occorre superare l’esaltazione di un culto di una società che funziona in ragione delle sue illimitate capacità di consumare. Ma anche di offrire quantità rilevanti di prodotti (sempre altamente energetici e di scarsa vita) affinché corrisponda ad un modello drogato di economia da consumo permanente. In un mondo ritenuto illimitato nella crescita e nelle risorse, ma che, al contrario i limiti invece li ha. «Come Comune — sostiene il sindaco Raimondo Soragni – abbiamo attivato una serie di interventi volti a dare delle risposte alla crisi guardando al futuro con ottimismo: il progetto Isacco che prevede contributi alle famiglie di chi ha perso il posto di lavoro; le agevolazioni fiscali alle nuove imprese per favorire insediamenti produttivi ed edilizi. Ora poniamo l’attenzione al sistema bancario, parte integrante e rilevante di tutta l’economia, sia a livello imprenditoriale sia nel privato con i tanti mutui per la prima casa contratti dalle famiglie». Per queste ragioni il sindaco Soragni ha ritenuto di convocare per venerdì 20 febbraio i direttori delle numerose banche presenti sul territorio, sia di Finale Emilia che di Massa Finalese, per veriicare con loro i risvolti che la crisi ha portato da noi e per stimolarli a fare la loro parte nel senso di pensare a ridurre i proitti e quindi agevolare l’accesso al credito a professionisti e imprese e a tante famiglie che oggi fanno molta fatica a reggere gli costi derivanti dai mutui. «La linea dell’Amministrazione – ha commentato Soragni-conferma la piena volontà di non lasciare nulla di intentato affinché vi sia una solida partecipazione da parte di tutte le componenti della società nel far fronte al dilagare della crisi con i suo devastanti effetti. Se la crisi è anche una grande occasione per rivedere la nostra scala dei valori, una lezione molto importante sta proprio nel definire l’uscita da un sistema che ha mostrato tante, troppe contraddizioni, per approdare ad un realtà dove ogni componente possa trovare un proprio spazio e peculiarità nel concorrere al benessere generale. Quindi anche le banche crediamo debbano essere intese come interlocutori per raggiungere l’obiettivo comune di una migliore qualità della vita per tutti».
A conclusione, Soragni ha affermato che «Continua così l’operazione solidarietà su larga scala, che avrà ancora altri risvolti sui quali stiamo lavorando per non lasciare nulla di intentato».

Nota: La crisi (c.d. dei subprime) era iniziata l’anno prima, comunque Soragni non si ripresentò alle elezioni successive,