Anni ’60

Forse non ci hai mai pensato, ma tua nonna:- Indossava minigonne cortissime, pantaloni aderenti, stivali alti, e non portava il reggiseno- Ascoltava Led Zeppelin, Who, Beatles, Rolling Stones, Jimi Hendrix e Janis Joplin- “Cavalcava” su Mini Cooper e su moto fighissime- Ha fumato tabacco, bevuto gintonics, whisky e chissà che altro- Andava a festival musicali di 3 giorni in mezzo al fango, magari ballando nuda tra la folla- Viveva giornate lunghissime, perché non aveva internet, smartphone, social, e della tv gliene fregava assai poco- Tornava a casa alle 4 del mattino, e andava a lavorare quello stesso mattino…”Sappiatelo: non sarete mai fighe come lo era vostra nonna. Qualcuno ve lo doveva pur dire”.

gli anni giovani

Anna Maria Bega

Giovani e violenza


Sembra che i media abbiano deciso che questo è il leitmotiv del momento, ci adeguiamo riportando un interessante commento all’articolo di Bondeno.com linkato sotto:
“Ho già trattato della violenza giovanile (c.d. bullismo) postando i fatti degli ultimi giorni sul forum dell’azione cattolica giovani di Ferrara. Avendo solo 20 anni, ho vissuto in maniera diretta questi fenomeni nella mia esperienza alle scuole superiori. Devo darti ragione in quasi tutto, tranne sull’eccezionalità di questi eventi. Purtroppo fatti disdicevoli più o meno gravi sono all’ordine del giorno, perché anche a causa dell’induzione a valutazioni sociali prefabbricate da parte dai mass media, ci accorgiamo della mancata coscienza dei limiti, tra ciò che è divertimento e ciò che è dannoso. Quello che è venuto alla luce del sole nelle ultime settimane, non è altro che un po’ di vapore uscito da una pentola a pressione. Se andiamo a togliere il coperchio, incontriamo un profondo disagio giovanile, costituito da tanti fattori, dei quali la televisione è una causa, ma anche una rappresentazione del giovane italiano: cioè la televisone induce a determinati gusti e comportamenti, ma allo stesso tempo dà una determinata offerta in conseguenza della domanda del pubblico, al fine non di educare, ma di ottenere ascolti. Così, valutandone il fine, si comprende che la televisione modella e si lascia modellare dai telespettatori. Il mio tempo davanti a lei è di 30 min. al giorno, distribuiti fra vari telegiornali. Quindi non solo televisione, ma educazione in generale e rapporti sociali: genitori, scuola, istituzioni ed amicizie contribuiscono alla formazione di una persona. Penso sia limitato e limitante ricondurre tutte le responsabilità ai mass media. Sono sempre più i genitori che trascurano i figli da un punto di vista affettivo ed educativo, a volte con delle situazioni familiari che non aiutano. A scuola vi sono spesso insegnanti che hanno loro stessi bisogno di crescere come persone o sono cattivi educatori, valutati poco per le loro caratteristiche umane, ma molto per le competenze scolastico/didattiche della materia che insegnano. Le istituzioni, che sembrano insegnare che la strada giusta sia l’inerzia, il non farsi carico delle proprie responsabilità, anzi che meno si fa, meglio si è e si sta. Le amicizie, che già in questo turbinio di problemi, contribuiscono ad intersecare e condensare queste situazini difficili, con un conseguente aumento di disagio, e l’amplificazione di attegiamenti negativi. Ho cercato di fare una panoramica, ma la questione è molto complessa, ed ogni parentesi aperta e un altro discorso a sé stante. Da parte mia cerco di stare sempre vicino alle persone e ai ragazzi della mia età e più giovani di me, nei vari ambiti in cui li incontro. Mostrarsi diverso dalla maggior parte è un ottimo modo, per fare vedere, intanto, che c’è un’alternativa per vivere meglio. Livio”

Questo intervento chiama in causa i genitori (cui non viene rilasciato un diploma per esserlo), ma che sono essi stessi coinvolti nel flusso mass-mediatico per cui il problema si sposta ma non si risolve…
Riferimenti: Reality e cronaca