Gente di Bondeno

Ed anche la Rosa Bergamini oggi ci ha lasciato alla “bella età” di 92 anni. Penso che fosse conosciuta un po’ da tutti. Ha gestito per tanti anni un negozio di abbigliamento in Piazza Garibaldi, dove attualmente c’è l’ Edicola Claudia. Vendeva capi da signora di alta qualità, marca Liolà, vestiva le signore non solo della Bondeno “bene” ma anche di Ferrara e zone limitrofe. Era moglie di Benea Mansueto super sostenitore di Almirante e mamma di Giorgio, geometra, scomparso prematuramente nel 2012. Fin quando è stato in vita il figlio, ha trascorso assieme a lui,diversi periodi a Suviana, una frazione di Castel di Casio sull’Appennino Bolognese,in confine con la Toscana,dove Giorgio praticava anche la caccia al cinghiale.Era una mia carissima amica, io l’ ho conosciuta quando lavoravo allo studio Bindi perché la seguivo contabilmente. Si era molto affezionata a me. Dopo la morte del figlio, le faceva compagnia una cagnolina di nome Dinda che lei portava in ogni dove, anche al cimitero perché era la cagnolina di Giorgio.Poi due anni fa anche la Dinda se n’è andata e Rosa ha iniziato la sua discesa dovuta alla solitudine. Io e lei eravamo come cane e gatto….io non sopportavo che lei rimanesse tutto il giorno alla finestra a controllare il passeggio e a “criticare” tutti…ma era un modo per combattere il tempo.Quando mi telefonava si arrabbiava se non le rispondevo subito e quando andavo da lei, mi diceva sempre di smetterla di viziare mio figlio, perché io usavo la scusa di Dario per “sottrarmi alle sue pezze”. Nel periodo del lockdown aveva legato una cordicella ad una sporta che calava dalla finestra, per farsi consegnare le cose che le necessitavano.Era una gran chiacchierona, con una memoria ferrea.Aveva una paura terribile della morte, soprattutto la sconvolgeva l’idea della sofferenza.Qualcuno da lassù l’ ha aiutata, infatti è stata ricoverata qualche settimana in ospedale, ma si è addormentata serenamente. Mi mancherai tanto, ora Rosa riposa in pace con i tuoi cari.
Ornella Bonati su FB

Sui giardini da Cioch

Presentato domenica 11 alla sala 2000 il libro di Andrea Tugnoli:

“A quei tempi i giardini di Piazza Roma non erano come adesso, gli alberi erano ancora piccoli e di ombra ce n’era vera­mente poca ma il posto era comunque bello, pieno di allegria; a parte le panchine, i posti a sedere erano veramente pochi e il chio­sco stesso era fornito di pochi tavolini in legno e forse una decina di sedie pieghevoli. L’unico passatempo era una dama con la quale si organizzavano improvvisati tornei; ma a parte ciò non vi erano giochi come ora, quelli bisognava inventarli. La cosa più semplice era fare una colletta, non più di dieci o venti lire a testa, l’importante era raggiungere la somma necessaria per acquistare un pallone che era in vendita, presso il negozio di giocattoli della “Fiorenza” erano nuovi, di plastica colorata e costavano cento lire.

Il luogo adatto dove andare a giocare poteva essere il vicino campetto delle Suore che molto bene si prestava, dove però oltre alle regolari porte per il calcio vi erano anche i canestri per giocare a basket, era quindi un luogo molto ambito e molto spesso impe­gnato, era per questo motivo che il più delle volte, per le nostre interminabili partite, si rimaneva ai giardini e veniva utilizzato il tratto di strada antistante le scuole elementari; all’epoca questo era possibile in quanto non c’erano molte macchine in circola­zione. Si iniziava a giocare consapevoli che non sarebbe trascorso molto tempo poi qualcuno sarebbe arrivato a rovinare la festa; potevano essere i vigili o dalla vicina caserma qualche carabi­niere, ma erano sempre loro che in sostanza ci requisivano il pal­lone.”

Segue poi un breve elenco di alcuni frequentatori, dei quali ho conosciuto Cristiano Zironi, Gianni Carandina, Mauro Maestrello, Graziano Monterumici, Andrea Banzi, Franco Menghini, Roberto Panzani; un elenco più ampio (senza i cognomi) lo si trova più avanti.

La copertina è di Gianni Cestari.

Il libro si trova a 12 euro nelle edicole di Bondeno.