Educazione civica

Insomma, la Costituzione non è oggi il punto in cui si riconosce il popolo e quindi non può nemmeno funzionare come strumento per individuare il limite dei poteri delle pubbliche autorità. Non si tratta della solita questione del carattere ‘mobile’ del limite (mobilità dovuta al cambiare dei tempi etc etc) quanto della sua indeterminabilità. Tra le molte, mi sembra interessante la posizione del prof. Azzariti che, pur sostenendo la legittimità del green pass, in modo inconsapevole (credo), coglie il punto fondamentale della questione: il rispetto della proporzionalità e della ragionevolezza. “Un aspetto, quest’ultimo, assai delicato poiché applicare questi principi naturalmente elastici in una situazione ove le evidenze scientifiche e fattuali sono assai dubbie e in continuo mutamento lascia un margine non irrilevante di indeterminatezza.”In una situazione non chiara e in continua evoluzione le autorità pubbliche dovrebbero agire, di conseguenza, nel modo meno invasivo possibile. Il parlamento e i partiti che vi siedono dovrebbero vigilare proprio su questo. Rispetto a questi temi infatti non si può pensare che debba intervenire la Corte Costituzionale ed è quindi inutile lamentarsi dell’incostituzionalità di queste misure ma spetta – sarebbe spettato – ai partiti trovare il punto di equilibrio tra queste misure e i diritti dei cittadini.Si tratta di una questione massimamente Politica. La Tecnica non è infatti in grado di sostituire i partiti nella determinazione di cosa è giusto e di cosa non lo è. Senza i partiti rimane solo il rumore di fondo del chiacchiericcio inconcludente e via via più violento tra moralisti “benpensanti” e il resto della popolazione.

RI Editoriale quotidiano del giorno 31/07/2021

Stefano Rosati

Riconquistare l’Italia

I miei insegnanti

medie In questa foto delle medie ne vedete alcuni, al centro da sinistra la professoressa Magrini di matematica, il preside Salvatore Cagnazzo, la professoressa di Lettere De Gaetano

degaetano

il primo da sinistra era il segretario Mazzolani e poi ricordo l’insegnante di musica

corazza

e quello di educazione fisica Flavio Aleotti, ancora vivente e conosciuto a Bondeno per l’agenzia di assicurazioni, e l’insegnante di religione Don Guerrino Ferraresi.

Il cortile della foto era quello delle scuole elementari abbandonate di cui noi occupavamo (come scuola privata, prima della istituzione della media unica) l’ala sinistra (poi piscina, poi campo di Beach Volley)

Gli ITS non sono gli Itis

Gli Istituti tecnici superiori costituiscono infatti il segmento di formazione terziaria non universitaria che risponde alla domanda delle imprese di nuove ed elevate competenze tecniche e tecnologiche per promuovere i processi di innovazione. Rappresentano un’opportunità di assoluto rilievo nel panorama formativo italiano in quanto espressione di una strategia nuova fondata sulla connessione delle politiche d’istruzione, formazione e lavoro con le politiche industriali, con l’obiettivo di sostenere gli interventi destinati ai settori produttivi con particolare riferimento ai fabbisogni di innovazione e di trasferimento tecnologico delle piccole e medie imprese.

Le sei are tenologiche interessate sono:  Efficienza energetica,  Mobilità sostenibile,  Nuove tecnologie della vita, Nuove tecnologie per il Made in Italy (Sistema agroalimentare, Sistema casa, Sistema meccanica, Sistema moda, Servizi alle imprese), Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali –Turismo, Tecnologie della informazione e della comunicazione.

Accedono ai corsi, a seguito di selezione, i giovani e gli adulti in possesso di diploma di istruzione secondaria superiore e coloro che in possesso di un diploma quadriennale di istruzione e formazione professionale abbiano frequentato un corso annuale IFTS. Una buona conoscenza dell’informatica e della lingua inglese costituisce requisito preferenziale per l’ammissione ai percorsi. Vi è tuttavia la possibilità di frequentare moduli di specifica preparazione, finalizzati a riallineare le competenze mancanti.

Almeno il 30% della durata dei corsi è svolto in azienda stabilendo subito un legame molto forte con il mondo produttivo attraverso stage anche all’estero.

Il corpo docente proviene per almeno il 50% dal mondo del lavoro. I corsi si articolano di norma in quattro semestri (1800/2000 ore) e possono arrivare fino a sei semestri.

Giochiamo alla pari

Premiati a Bologna i ragazzi dell’Istituto Einaudi di Ferrara per il concorso "Giochiamo alla pari", concorso per studenti contro gli stereotipi di genere indetto, tra gli altri, dalla Regione Emilia Romagna e dall’Ufficio Scolastico Regionale.

Gli alunni, sotto la guida degli insegnanti, hanno realizzato degli spot sul tema delle pari opportunità per promuoverne la cultura.

Continua a leggere “Giochiamo alla pari”