MIGROS

“Non è la salute che va difesa a costo della libertà, ma è la libertà che va difesa a costo della salute”

Il punto è che questo pensiero semplice viene dal nuovo capo della MIGROS – che   è la catena alimentare leader in Svizzera,  catena di supermercati, mica una fabbrica d’armi .

“Mentre anche là la propaganda della vaccinazione nei media è in pieno svolgimento, il nuovo amministratore delegato di Migros, Patrick Frischluft, ha dichiarato nella sua prima conferenza stampa giovedì 25 febbraio 2021: “Dall’estate 2021 non daremo più accesso a Migros a persone vaccinate contro Corona. Chiederemo inoltre gentilmente alle persone, che indossano una mascherina per il viso, di appenderla sull’apposito supporto all’ingresso. Grazie Le malattie mentali dei nostri collaboratori sono aumentate notevolmente negli ultimi mesi: mostrate di nuovo la vostra faccia e sorridete ai dipendenti Migros, ne hanno urgente bisogno “.

GnueHeuDunge voleva saperne di più e lo ha chiesto a Patrick Frischluft:
„I vaccinati coltivano l’obbedienza cieca e sono un pericolo per la nostra democrazia, per i nostri diritti civili, per il benessere dei nostri figli e per il benessere di tutti noi in futuro. Hanno subito il lavaggio del cervello per oltre un anno e stanno seguendo ciecamente il piano del governo senza riguardo per le perdite. In qualità di nuovo amministratore delegato, non posso assumermi la responsabilità del fatto, che anche queste persone vengano ora favorite e messe su un piedistallo. Non fraintendermi, mi fa male al cuore discriminare le persone in questo modo grossolano. Ma in fondo so che è estremamente importante dare l’esempio ora. Se i vaccinati dovessero ottenere i loro vantaggi ovunque, la situazione si ribalterà dall’estate 2021“.

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Espulso nel 2017, aveva lasciato l’Italia, ma è tornato ieri all’aeroporto di Bologna ‘contro la sua volontà’ e accompagnato da tre agenti della polizia svizzera. L’uomo, un marocchino di 35 anni, è stato arrestato dalla Polizia di frontiera per aver violato il divieto di ingresso nel territorio nazionale ma il giudice non ha convalidato l’arresto per mancanza di elemento soggettivo ed ha rimesso in libertà lo straniero.
La paradossale vicenda inizia a maggio 2017 con un ordine di espulsione del questore di Rimini per il marocchino, con precedenti. Da quel momento l’uomo, ha riferito, è stato tra Francia, Germania (dove ha chiesto protezione internazionale) e Svizzera, dove è stato arrestato a giugno. Qui le autorità hanno deciso di espellerlo verso l’Italia, tentando invano una prima volta e poi imbarcandolo coattivamente il 4 luglio. L’uomo, difeso dall’avvocato Mauro Cavalli, ha spiegato che non voleva tornare, consapevole dell’ordine di espulsione. Il giudice Massimiliano Cenni lo ha scarcerato.
La decisione di espellerlo verso l’Italia, osserva il giudice nell’ordinanza, aveva “destato qualche perplessità negli operanti”. L’uomo comunque aveva con sé un lasciapassare dell’autorità svizzera. Arrestato, il 21 giugno si è rifiutato di essere mandato in Italia, ma il 4 luglio è stato costretto. Il quadro d’insieme, scrive il giudice, “rende evidente a chiunque che l’arrestato non può aver commesso il reato contestato, in quanto risulta carente l’elemento soggettivo”. Il marocchino, infatti, “ha subito un provvedimento di espulsione di un’autorità straniera, tra l’altro, posto contro la sua volontà”.
Per l’avvocato Cavalli “si tratta di un precedente pericoloso, perché consentirebbe a tutti gli Stati Schengen di espellere cittadini stranieri verso l’Italia, a prescindere dalla sussistenza di precedenti decreti di espulsione o comunque di titoli di soggiorno”; per tale motivo, “nonostante i roboanti slogan del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, si è passati dai porti chiusi agli aeroporti aperti”. Titolare del fascicolo è il pm Stefano Dambruoso, ex parlamentare. (Ansa)

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